Marionette, teatrini, pupi per un viaggio nel mondo: visite al Museo Antonio Pasqualino di Palermo
Alcune delle marionette del Museo Pasqualino a Palermo
Terrazze, campanili, chiese sconosciute, palazzi privati, giardini, ex fabbriche, manifatture artigiane: sono 130 quest’anno i luoghi che il Festival "Le Vie dei Tesori" apre nei cinque weekend compresi tra il 5 ottobre e il 4 novembre a Palermo, la città Capitale della Cultura 2018 dove la manifestazione è nata nel 2006 e dove è giunta alla sua dodicesima edizione.
La città si trasforma così in un museo diffuso e narrato, intrecciando storia, arte, mistero e natura, grazie alla rete costituita da oltre cento tra istituzioni, associazioni, partner.
All’interno del Museo internazionale delle marionette "Antonio Pasqualino", nato grazie all’impegno del suo fondatore, medico chirurgo e insigne antropologo, è possibile ammirare la più ricca collezione di pupi, non soltanto palermitani, con le teste tonde di legno e gli occhi mobili, ma anche catanesi, di altezza maggiore e più rigidi nelle gambe, e napoletani.
Raccolti con pazienza certosina e autentica passione, sono esposti pure burattini, figure animate, marionette, scenografie e attrezzature di scena provenienti da diversi Paesi del mondo: dalla Francia alla Thailandia, dalla Spagna al Vietnam.
Il Museo comprende, inoltre, una preziosa biblioteca con circa tremila volumi che documentano la storia delle tradizioni popolari siciliane, le rappresentazioni dei pupi e delle marionette e numerosi copioni manoscritti risalenti al 19esimo secolo.
La visita ha una durata di 40 minuti ed è accessibile ai disabili.
La città si trasforma così in un museo diffuso e narrato, intrecciando storia, arte, mistero e natura, grazie alla rete costituita da oltre cento tra istituzioni, associazioni, partner.
All’interno del Museo internazionale delle marionette "Antonio Pasqualino", nato grazie all’impegno del suo fondatore, medico chirurgo e insigne antropologo, è possibile ammirare la più ricca collezione di pupi, non soltanto palermitani, con le teste tonde di legno e gli occhi mobili, ma anche catanesi, di altezza maggiore e più rigidi nelle gambe, e napoletani.
Raccolti con pazienza certosina e autentica passione, sono esposti pure burattini, figure animate, marionette, scenografie e attrezzature di scena provenienti da diversi Paesi del mondo: dalla Francia alla Thailandia, dalla Spagna al Vietnam.
Il Museo comprende, inoltre, una preziosa biblioteca con circa tremila volumi che documentano la storia delle tradizioni popolari siciliane, le rappresentazioni dei pupi e delle marionette e numerosi copioni manoscritti risalenti al 19esimo secolo.
La visita ha una durata di 40 minuti ed è accessibile ai disabili.
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