Materia, macerie e presenza: "Lunaria" di Francesca Polizzi alla RizzutoGallery
"Lunaria", mostra personale di Francesca Polizzi (Palermo, 1988) è in programma dal 9 maggio al 20 giugno alla RizzutoGallery di via Maletto 5 a Palermo.
L'esposizione, accompagnata da un testo di Daniele Franzella, segna una tappa fondamentale nella ricerca dell'artista, proponendo un corpo di opere inedite che indagano il concetto di rovina naturale e il processo di sottrazione come principio generativo della forma.
La mostra viene inaugurata sabato 9 maggio alle 18.00 e resta aperta al pubblico fino al 20 giugno, dal martedì al sabato dalle 15.00 alle 19.00.
Il progetto espositivo prende avvio da una riflessione sulla Lunaria annua, pianta la cui configurazione finale appare come l'esito di un processo di sottrazione. Quando il frutto secca, il seme cade e la materia si svuota, resta una membrana sottile, un disco trasparente che trattiene unicamente la traccia della propria esistenza.
Attraverso i riferimenti alle "Elegie Duinesi" di Rainer Maria Rilke e alle riflessioni estetiche di Georg Simmel, la mostra esplora la rovina non come semplice dissoluzione ma come forma attiva.
Nella visione di Polizzi è la natura stessa a produrre la propria rovina, consegnandosi a una dimensione di pura, lirica apparizione nel momento in cui la vita biologica sembra ritrarsi.
La ricerca di Francesca Polizzi si distingue per un approccio archeologico ai materiali naturali (lana grezza, cera, colofonia, rovi) trasformati attraverso rigorose fasi di manipolazione.
Le opere in mostra si pongono dunque come reliquie di una dimensione sensoriale profonda, esiti di una trasformazione in cui il frammento e l'involucro diventano atti di presenza e permanenza.
L'esposizione, accompagnata da un testo di Daniele Franzella, segna una tappa fondamentale nella ricerca dell'artista, proponendo un corpo di opere inedite che indagano il concetto di rovina naturale e il processo di sottrazione come principio generativo della forma.
La mostra viene inaugurata sabato 9 maggio alle 18.00 e resta aperta al pubblico fino al 20 giugno, dal martedì al sabato dalle 15.00 alle 19.00.
Il progetto espositivo prende avvio da una riflessione sulla Lunaria annua, pianta la cui configurazione finale appare come l'esito di un processo di sottrazione. Quando il frutto secca, il seme cade e la materia si svuota, resta una membrana sottile, un disco trasparente che trattiene unicamente la traccia della propria esistenza.
Attraverso i riferimenti alle "Elegie Duinesi" di Rainer Maria Rilke e alle riflessioni estetiche di Georg Simmel, la mostra esplora la rovina non come semplice dissoluzione ma come forma attiva.
Nella visione di Polizzi è la natura stessa a produrre la propria rovina, consegnandosi a una dimensione di pura, lirica apparizione nel momento in cui la vita biologica sembra ritrarsi.
La ricerca di Francesca Polizzi si distingue per un approccio archeologico ai materiali naturali (lana grezza, cera, colofonia, rovi) trasformati attraverso rigorose fasi di manipolazione.
Le opere in mostra si pongono dunque come reliquie di una dimensione sensoriale profonda, esiti di una trasformazione in cui il frammento e l'involucro diventano atti di presenza e permanenza.














