Alessio Bondì in concerto ai Candelai
Mercoledì 15 aprile alle ore 21.30 presso I Candelai Alessio Bondì presenta il suo album di debutto “Sfardo”, in uscita per 800A Records e Malintenti dischi. Per l’occasione I Candelai si trasformeranno in teatro, con posti a sedere tutto intorno al palco, disponibili fino ad esaurimento e posti in piedi.
Con Alessio Bondì suoneranno i musicisti che hanno contribuito a dare forma all'album "Sfardo": Ferdinando Piccoli alla batteria e percussioni, Federico Gueci al contrabbasso e basso elettrico, Tony Landolina al flauto e Fabio Rizzo al très. Con "Sfardo", Alessio Bondì, già vincitore del Premio De André 2013 come miglior interprete, pubblica un disco d'esordio ispirato: dieci canzoni di una grazia cruda e meravigliosa.
Autore di razza, la sua scrittura è meticcia: nasce da radici folk e si mescola con i ritmi contemporanei e il suono esotico della lingua natìa, il dialetto palermitano. Un autore dal sangue misto, insomma, che non a caso è stato definito una via di mezzo tra Rosa Balistreri e Jeff Buckley. Tra i temi più ricorrenti del suo lavoro ci sono l’infanzia, il racconto della terra lontana, la nostalgia. Da qui nascono le ispirazioni che compongono l’album, la suggestione letteraria o i ricordi d’infanzia come nel caso di “Granni granni”. C’è l’invettiva del giovane artista che lotta per trovare i propri spazi (“Iccati sangu”) ma anche per squarci di vita privata (“Rimmillu ru voti”).
I brani che compongono l’album, pur diversi tra loro, si caratterizzano per la cifra stilistica dell’autore oltre che per la naturalezza della sua interpretazione: se in “Vucciria” Bondì ci regala una perfomance formidabile con un irripetibile testo ad un ritmo folle, nella ballad “In funn’o mare”, da una melodia strascicata riesce a far sbocciare un inciso leggero e lirico, una fuga verso l’alto come la fuga dalla realtà che ne ha ispirato il testo.
Ma è nella titletrack “Sfardo” che si sintetizza il talento di Bondì, è il punto di partenza inarrivabile, le prime liriche in dialetto scritte da Alessio che svettano contro le melodie irraggiungibili della sua voce: “da un rivolo è uscito il mare”. L’album vede la collaborazione di numerosi musicisti tra cui Ferdinando Piccoli (Waines), Federico Gueci, Salvo Compagno (Akkura) e Serena Ganci (Iotatola).
L’album è stato registrato a Palermo presso gli 800A Studios, prodotto da Fabio Rizzo (già al lavoro con Pan del Diavolo, Dimartino, Fabrizio Cammarata e molti altri) e missato dallo stesso Fabio Rizzo con Francesco Vitaliti. È stato masterizzato da Giovanni Versari presso La Maestà Studio Recording.














