I "Poemi dell'estasi": gran concerto al Teatro Massimo diretto da Gabriele Ferro
Il direttore Gabriele Ferro (foto di Rosellina Garbo)
In programma "Lyrische Symphonie, op. 18" di Alexander Zemlinsky: è rimasto forse il lavoro meno sconosciuto del compositore non fosse altro che per la notorietà indiretta che ad essa è venuta dalla "Lyrische-Suite" (Suite lirica, 1927) di Alban Berg. La "Lyrische-Suite" di Berg, che è dedicata appunto a Zemlinsky, non solo porta nel titolo un esplicito omaggio all'altra composizione dell'amico e maestro (che tale era ritenuto Zemlinsky tra i musicisti progressisti di Vienna), ne cita anche un tema assai suggestivo.
E infine di Aleksandr Skrjabin la "Sinfonia n. 4 Le poème de l’extase, op. 54": è un poema sinfonico scritto tra il 1905 ed il 1908, periodo in cui si trovava sotto l'influenza della società teosofica. Il compositore considerava la musica come la più evoluta delle arti e l'emozione dell'estasi la più evoluta delle emozioni umane. Il Poema dell'estasi amalgama questi principi estetici. Il Poema dell'estasi consiste in un unico movimento in forma sonata, basato su otto motivi. La sua durata è di circa 20 minuti.
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