OPERA, MUSICAL E DANZA
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"Sette storie per lasciare il mondo" di Roberto Andò e Marco Betta

  • Teatro Massimo - Palermo
  • - Palermo
  • Dal 24 al 27 ottobre 2013 (evento concluso)
  • da 15 a 125 euro

Giovedì 24 ottobre alle ore 20.30 debutta al Teatro Massimo una novità: l'opera per musica e film di Roberto Andò e Marco Betta “Sette storie per lasciare il mondo” (repliche sino al 27 ottobre – Editore Casa Ricordi, Milano): “un'elegia del sonno e della veglia” diretta da George Pehlivanian con la partecipazione dell'attrice Donatella Finocchiaro, dei soprani Gabriella Costa e Maria Chiara Pavone, dei Fratelli Mancuso (cantanti, compositori e polistrumentisti siciliani, vincitori del premio per la miglior colonna sonora all'ultima Mostra del Cinema di Venezia), del carrettiere Giovanni Di Salvo e del coro di lamentatori “Memento Domini” di Mussomeli.

Il debutto dell’opera è stato preceduto da una serie di eventi collaterali (proiezioni, conversazioni etc) organizzati dal Teatro Massimo con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, i Cantieri Culturali alla Zisa, il Centro Sperimentale di Cinematografia e il Conservatorio “Bellini” di Palermo. Ultimo appuntamento il 24 alle ore 19:30 nella Sala Pompeiana del Teatro Massimo per l'inaugurazione – alla presenza dell’autore – della mostra di fotografie di Ferdinando Scianna “Dormono”, fonte iconografica alla quale si sono ispirati gli autori.

Lo scenario di “Sette storie per lasciare il mondo” è tutto siciliano, così come gli autori: un'opera prodotta interamente dal Teatro Massimo che lo stesso Andò definisce ispirata al ciclo di fotografie sul sonno di Ferdinando Scianna (immagini che ritraggono uomini, donne, bambini sprofondati nel sonno e ripresi in vari momenti e luoghi del mondo) che saranno esposte in teatro contemporaneamente allo spettacolo. Alcuni dei dormienti di Scianna si materializzano sulla scena come ricostruzioni tridimensionali o installazioni viventi create da Giovanni Carluccio e disposte su un declivio racchiuso fra i due grandi schermi sui quali avviene – sul proscenio e sullo sfondo – la proiezione delle immagini.

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