Tummo Live: Gianni Gebbia e Carlo H. Natoli
Tummo è un termine tibetano che sta ad indicare una raffinata tecnica yogica tesa al controllo del corpo per sviluppare calore interno.
Carlo Natoli, approdato alla musica di ricerca elettroacustica in tempi non sospetti, dal 2000 in poi sperimenta con diversi musicisti interazioni possibili tra macchine e strumenti principalmente con le esperienze di Skrunch e bodyHammer, l'incontro con Gianni Gebbia, nel frattempo sugella un periodo di sperimentazione tout court in scena. Dal 2010 in poi torna al songwriting con il progetto Gentless3, tra alt-country e slow-core.
Nel frattempo scrive musica per film/documentari/danza e teatro. Tra gli altri ha collaborato con: Naked Musicians Orchestra, Xavier Garcia Bardon, Saule, Michel Godard, Paolo Sorge, Vincenzo Vasi, Tellaro, Albanopower, Tapso II, Bass Invaders, Nuno Rebelo, Vera Mantero, Marco Franco, Roberto Angelini, Lorenzo Corti , Gaetano Santoro, Tony Cattano, Zuma, Shredder Lang, Orchestra Instabile Disaccordo, Collettivo Bassesfere, Beppe Scardino, Piero Bittolo Bon, Dario Defilippo, Stefano Maltese, Alberto Amato, Antonio Moncada, Fabrizio Puglisi, Olivia Bignardi, Alessandro Defilippo, Canecapovolto, Pino Bertelli, Fabrica (Centro per le ricerche sulla comunicazione Benetton), Michal Zahora, NanoHach Theatre, Ponec Theatre Prague, Scottish Dance Theatre, Compagnia Zappalà Danza e molti altri.
Gianni Gebbia, nato a Palermo nel 1961, apprende il jazz da autodidatta. Alla fine degli anni ‘70 e nei primi anni ‘80 compie le prime esperienze sul versante della musica creativa improvvisata e collabora con alcuni gruppi influenzati dal pop progressive , dal movimento "rock in opposition" e dal nuovo folk. Nel 1980 si trasferisce a New York dove ha modo di essere direttamente influenzato dalle esperienze di contaminazione radicale denominate "no wave" e dal jazz creativo della cosiddetta "Loft Scene" di downtown New York. Nel 1984 si laurea in filosofia con una tesi dal titolo: "John Coltrane, la liberazione attraverso il Suono".
Nel 1990 partecipa in solo al prestigioso Total Music Meeting di Berlino accanto a musicisti come Steve Lacy e Lindsay Cooper. Nello stesso anno viene votato come miglior nuovo talento nel referendum indetto dalla rivista Musica Jazz. Dai primi anni 90 viene considerato dai critici uno dei massimi esponenti dell’improvvisazione musicale in solo e la sua biografia è presente in varie Enciclopedie del Jazz tra le quali la Penguin ed il Grove Dictionary. Ha partecipato ai più prestigiosi festival del settore in Europa, Usa e Giappone ed ha pubblicato circa 40 incisioni discografiche tra lp e cd.














