UnePassante "No Drama"
Un lungo cammino di tre anni e più separa questo nuovo lavoro dall’esordio di UnePassante, “More Than One In Number” (Annathegranny Records 2010). Un periodo di tempo che UnePassante ha trascorso, insieme ai suoi compagni di viaggio (i musicisti Emanuele Fiordellisi e Michele Staino, il produttore Gianmaria Ciabattari), suonando dal vivo (oltre sessanta le date di promozione del primo disco), ma soprattutto a cercare e a esplorare nuove strade sonore e percorsi compositivi “altri” rispetto alle forme pop consolidate.
Abbandonate le vesti del cantautorato folk venato di jazz e rock che aveva contraddistinto il suo ingresso nella scena musicale contemporanea, con “No Drama” UnePassante si lancia nel campo della sperimentazione elettronica, innestando questo nuovo mondo sonoro su un impianto che, compositivamente, rimane per certi versi ancorato alle strutture della canzone pop/folk, ma le reinterpreta e scardina sotto la spinta di una imperiosa necessità espressiva.
Permane, dell'identità originale dell'artista, l'amore per la commistione anche sfrenata di sonorità provenienti da universi musicali distanti tra loro: la chitarra acustica incontra i synth dubstep prestandosi a ritmiche danzerecce (XMan), le voci si mescolano e si sciolgono nel trattamento elettronico, conquistando valore strutturale (Utterly Wrong), un ukulele dialoga con sequencer e vibrafoni sintetizzati (Seesaw), calde linee di violino sfidano con un soffio di lirismo la durezza di un accompagnamento ostinatamente freddo e digitale (Woodworms).
Tra campioni frammentati, batterie rielaborate elettronicamente e propulsivi riff di basso, la voce della songwriter crea connessioni necessarie, agendo da forza trainante e guida, consegnando agli ascoltatori melodie e parole di volta in volta acuminate, dolenti, cariche di energia, solari, ironiche, esasperate, straniate. I contenuti lirici di “No Drama” mostrano una varietà pari a quella strumentale, ma mostrano anche la stessa compattezza di fondo che domina i contenuti musicali: frammenti di esperienza sono affiancati a riflessioni di natura esistenziale, generate da quegli stessi frammenti, che ritornano sempre ad un fascio di concetti chiave














