Vincenzo Bellini suona alla Feltrinelli: "Menù in Musica ovvero Musique de table sans gluten"
Cosa c'entri la musica con il cibo è una domanda che nasce spontanea. Ebbene, potrà sembrare strano, ma le affinità sono parecchie. A partire dalla convivialità, elemento forse più immediato. E che dire del piacere e del gusto nell'ascoltare buona musica, così come nel compiacersi e gustarsi del buon cibo. Un piatto descrive la cultura di una comunità così come la musica è testimone del suo tempo e intrisa di memoria etnica.
La musica cura lo spirito come gustare un buon piatto contribuisce ad un appagamento fisico e spirituale. La musica è un linguaggio universale che unisce come il cibo. Musica e cibo, un binomio storico. Gia' Egizi e Romani usavano accompagnare banchetti con la musica, poi la "Tafelmusik" o "Musique de table" del XVII e XVIII secolo. Rossini notoriamente fu amante della buona cucina e compose diversi brani ad essa dedicati. Bernstein compose "4 ricette in musica".
Il sottotitolo in francese vuole ricordare il piatti "sonori" di Rossini e le ricette bernsteiniane rigorosamente in francese. Menù in musica vuole sottolineare l'affinità della musica con il cibo evidenziando l'importanza di una corretta alimentazione per tutti. Chi soffre di patologie legate al cibo non deve sentirsi escluso dai commensali. La celiachia è una di queste e la diffusione dell'informazione è fondamentale. Ecco perchè veicolare l'informazione relativa a problematiche legate all'alimentazione attraverso la musica. Mangiare senza glutine non è un capriccio o una moda ma una necessità dettata dalla salute.
Mangiare senza glutine vuol dire alimentarsi con prodotti che in natura sono privi di glutine, lavorati e gestiti ponendo attenzione alle contaminazioni. Il gusto di mangiare accomuna tutti, quindi per godere dei piaceri della tavola e della convivialità, vogliamo dimostrare che si possono ingerire cibi di buon gusto, ottima qualità ed estrema raffinatezza eliminando il glutine. Le musiche scelte sono a tema, da Bach a Rossini fino a Bernstein e Burt, interpretati da giovani talenti del Conservatorio.














