Qui le nobildonne si prendevano cura delle partorienti: la visita alla Cappella delle Dame di Palermo
La Cappella delle Dame di Palermo
Un'occasione unica per visitare uno straordinario gioiello di Palermo aperto soltanto in occasioni particolari. La cappella delle Dame apre le porte in occasione della nuova edizione natalizia de Le Vie dei Tesori.
Un solo giorno - il 5 gennaio 2022 - per visitare la sede della Congregazione di Maria Santissima dell’Aspettazione al Parto, ovvero le Signore Dame del Giardinello al Ponticello, comunità religiosa di cui fanno parte, dalla fine del ‘500, aristocratiche palermitane devote alla Madonna del Parto.
Qui è avvenuta un’operazione bellissima: con il sostegno dell’intera comunità, di tanti donatori privati e delle Vie dei Tesori, si è riusciti a restaurare le quasi quaranta, antiche “sedute dei banchi” su cui ha lavorato l’ebanista Gerlando Calì.
Siamo nel cuore della città antica e la visita si apre su un delicatissimo oratorio perfettamente conservato che possiede ancora oggi un delizioso giardinetto, un hortus conclusus, sotto un albero di alloro e uno di arance amare.
Le nobili dame acquistarono dalle suore dell’Origlione, la loro chiesetta bombardata e la ricostruirono, trasformandola in questo scrigno barocco – tra marmi mischi e affreschi della scuola del Novelli, stucchi e arredi lignei – punto d’incontro per pregare ma soprattutto sostenere le puerpere; cosa che fanno tuttora: le Dame ancora oggi cuciono i corredini per i bimbi delle mamme in difficoltà.
Il 5 gennaio si esibisce, accompagnata all’organo dal maestro Giordano, il giovane soprano Fabiola Galati.
Un solo giorno - il 5 gennaio 2022 - per visitare la sede della Congregazione di Maria Santissima dell’Aspettazione al Parto, ovvero le Signore Dame del Giardinello al Ponticello, comunità religiosa di cui fanno parte, dalla fine del ‘500, aristocratiche palermitane devote alla Madonna del Parto.
Qui è avvenuta un’operazione bellissima: con il sostegno dell’intera comunità, di tanti donatori privati e delle Vie dei Tesori, si è riusciti a restaurare le quasi quaranta, antiche “sedute dei banchi” su cui ha lavorato l’ebanista Gerlando Calì.
Siamo nel cuore della città antica e la visita si apre su un delicatissimo oratorio perfettamente conservato che possiede ancora oggi un delizioso giardinetto, un hortus conclusus, sotto un albero di alloro e uno di arance amare.
Le nobili dame acquistarono dalle suore dell’Origlione, la loro chiesetta bombardata e la ricostruirono, trasformandola in questo scrigno barocco – tra marmi mischi e affreschi della scuola del Novelli, stucchi e arredi lignei – punto d’incontro per pregare ma soprattutto sostenere le puerpere; cosa che fanno tuttora: le Dame ancora oggi cuciono i corredini per i bimbi delle mamme in difficoltà.
Il 5 gennaio si esibisce, accompagnata all’organo dal maestro Giordano, il giovane soprano Fabiola Galati.
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