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Sigfrido Ranucci a Monreale con "Diario di un trapezista": un incontro tra parole e musica

  • Cine Teatro Imperia - Monreale (Pa)
  • 25 aprile 2026 (evento concluso)
  • 20.30
  • Da 12 a 15 euro
  • Info e ultimi biglietti disponibili sulla piattaforma Vivaticket 
Balarm
La redazione

Il giornalista Sigrfrido Ranucci

Monreale ospita uno dei volti più autorevoli del giornalismo italiano contemporaneo. Sabato 25 aprile, alle 20.30, Sigfrido Ranucci presenta il suo ultimo lavoro editoriale, "Diario di un trapezista".

L’evento, patrocinato dalla Città di Monreale, rappresenta un appuntamento imperdibile per chi vuole approfondire le dinamiche del potere e il coraggio necessario per raccontare la realtà senza filtri. Il titolo dell’opera evoca una potente metafora della professione giornalistica, sintetizzata in una citazione dello stesso autore.

Lo spettacolo non è solo un momento di riflessione intellettuale, ma un’esperienza immersiva tra parole e musica. e musiche originali sono del maestro Enrico Melozzi.

Al termine della presentazione, l’autore incontra il pubblico per il consueto firmacopie, offrendo ai lettori l’opportunità di un dialogo diretto e di una dedica personalizzata sul libro.

«Ci sono persone che con la loro presenza e loro scelte, pur rimanendo nell’ombra, sono state determinanti per la realizzazione delle mie inchieste, persone che sembrano uscite da un romanzo - racconta Ranucci -. C’è un vagabondo che mi aiuta a realizzare lo scoop internazionale più importante della storia della Rai, quello sui bombardamenti di Falluja, dove gli Stati Uniti hanno utilizzato l’agente chimico fosforo bianco. Poi un tassista che mi fa ritrovare la pinacoteca di Tanzi, decine di capolavori del valore di milioni di euro che erano sfuggiti alle indagini di due procure e dell’agenzia di investigazione internazionale più importante del mondo, la Krol.

Una producer svizzera che passa le notti insonni a salvare i rospi, e che mi ha salvato dal trappolone di un politico che mi aveva fatto spiare per bloccare la mia inchiesta sulla sua amministrazione e stroncare la mia carriera. Poi c’è la vicepreside di una scuola che mi ha aiutato a realizzare un’inchiesta sul traffico di armi e un rapinatore pugliese che ha assistito all’ordine di uccidermi da parte della mafia.

C’è la professoressa che ha ripreso il misterioso incontro tra il senatore Matteo Renzi e l’ex 007 Marco Mancini in un autogrill. Infine c’è Lavinia una bodyguard che mi ha aiutato a sventare il progetto di alcuni politici di sostituirmi alla conduzione di #Report.

Ho maturato la convinzione che tutte le persone che ho incontrato nella mia vita hanno avuto un compito, coloro che sono andate via è perché quel compito l’avevano portato a termine. Tutte si sono portate via un pezzo di me e mi hanno insegnato qualcosa, alcune anche a non essere come loro».
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