I tre cuori in affitto
"Tre cuori in affitto" riprende i temi tradizionali che furono, nella generazione precedente, dei film di Monicelli e di Risi: l’osservazione dei temi d’attualità, ma descritti in una chiave grottesca e a tratti persino parodistica. Questa volta (ed è una bella eccezione rispetto al tradizionale impianto drammaturgico delle opere di genere) i protagonisti veramente comici sono i personaggi femminili, affidati innanzitutto alla “verve” ed alla classe di Giovanna Criscuolo e Maria Teresa Amato.
Senza tuttavia dimenticare il resto della bellissima Compagnia del Teatro Al Massimo, che ha già ampiamente guadagnato i favori del Nostro Pubblico a colpi di risate e applausi. Soprattutto esilarante sono il ruolo e la vicenda di Mariella, alias Giovanna Criscuolo, la quale si sdoppia nella “gemella” Samantha, costretta com’è - dalla crisi imperante - a sostenere due parti di donna differente in due differenti storie sentimentali e familiari.
Attorno a lei ruotano, in una sarabanda di equivoci e paradossali situazioni comiche, le amiche del cuore (con la Ginevra di Maria Teresa Amato in primo piano) e gli “uomini del cuore”, mariti e amanti di rara cialtroneria e stupidità. Una bellissima commedia che, divertendo con le “gags” e le situazioni, lascia sul cuore attimi di tenerezza e commozione.














