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"Il Principe" di Andrea Cusumano

  • Teatro Garibaldi alla Kalsa - Palermo
  • - Palermo
  • Dal 7 al 8 settembre 2014 (evento concluso)
  • 21.00
  • Ingresso su prenotazione
  • Informazioni e prenotazioni al numero 339.4095953

Andrea Cusumano torna al Teatro Garibaldi/Unione dei Teatri d’Europa con il suo nuovo spettacolo "Il Principe" ispirato alle Baccanti di Euripide.  Si tratta di uno spettacolo sperimentale, dal forte impatto visivo che rilegge gli elementi rituali incastonati nel testo euripideo in forma contemporanea.

Le Baccanti di Euripide sono l’unica testimonianza scritta dei rituali in onore di Dionisio che ci sia pervenuta. Per secoli le interpretazione del testo si sono dibattute sulla sua interpretazione. È il testo di un ateo che alla fine della sua vita si riavvicina alla religione? È un omaggio alle tradizioni? È una critica feroce alla superstizione umana (incarnata dai vecchi Cadmo e Tiresia che si travestono e danzano in modo ridicolo)? O è semplicemente una pietra miliare della poesia drammatica greca, dove il più rivoluzionario degli autori guarda alla tradizione rivoluzionandola, creando il proprio mito di Dionisio?

Dionisio, assunte le forme di un giovane straniero, giunge alla città di Cadmo dove regna adesso Penteo, il Re che già nel suo nome porta il segno della sventura (penthos=dolore). Penteo non riconosce Dionisio, rinnega i suoi riti e fa arrestare il Dio. Invano Dionisio cerca di persuadere il Re ad onorarlo e di dissuadere dal voler combatterlo. Intanto il Dio ha acceso gli animi delle donne della città che adesso vestiti i parametri del rito dionisiaco dimorano sui monti circostanti la città. Tra di esse vi è pure la madre di Penteo, Agave. Sul finale Dionisio, liberatosi dalle catene, costringerà il Re, con un inganno, a rompere il segreto dei riti dionisiaci, e così Penteo, scoperto dalle donne imbestialite, verrà fatto a brandelli e sua madre Agave, in preda alla follia, tornerà col capo del figlio al tirso (il bastone sacro a Dionisio), mentre Dionisio lascerà la città in trionfo.

Il testo originale del regista e drammaturgo palermitano riattraversa le Baccanti euripidee attraverso l’occhio di Dionisio, reso qui unico protagonista. Una sorta di monologo/metamorfosi in cui l’attore, in scena, lentamente si trasforma in Dionisio. Un rituale in cui gli eventi raccontati da Euripide sono anticipati da un testo registrato, canti rituali, animazioni con un pupazzo e trasformazioni con maschere. Sul finale appare anche Penteo, ormai pronto per la sua sventurata sorte, mentre un coro di Baccanti inneggia sullo sfondo al Dio ormai interamente incarnato nell’attore. Cusumano ha portato avanti per anni delle ricerche in India sui riti e le tradizoni performative del Kerala.

In scena Cusumano nella parte di Dionisio, Fleur Huyghues Despointes nella parte di Penteo ed un coro di Baccanti fatto da giovani performers palermitane che hanno generosamente contribuito al progetto. Musiche originali dal vivo di Giuseppe Lomeo, compositore con cui Cusumano collabora stabilmente e con cui ha realizzato varie performances in giro per l’Europa, l’India ed il Marocco. Alle percussioni Fabrizio Fazio, artigiano del tamburo e percussionista di Gangi.

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