"Portobello never dies": spettacolo al Montevergini
Il Festival Teatro Bastardo nasce come progetto “nomade”, perché vuole cercare, conoscere e battere i territori, margini e confini, del teatro non solo della città, ma anche “per” la città. Per questo le giornate dal 6 al 15 novembre presentano spettacoli, incontri e tavole rotonde che attraversano diversi luoghi di cultura e sperimentazione teatrale di Palermo.
Il progetto di ricerca si sviluppa su base triennale e il tema scelto è quello del confine. Il confine inteso non come spazio bidimensionale del limite o del margine, ma come luogo tridimensionale dove anche le metafore, le allegorie, i simboli e tutte le figure retoriche, che ad esso si possono ricollegare, trovano dimora.
Ogni edizione del festival sarà dedicata ad uno o più artisti: per questa prima edizione l'omaggio rivolto a Nino Gennaro, poeta e drammaturgo siciliano del quale ricorre il ventennale della morte, e a Pier Paolo Pasolini.
Mercoledì 11 e giovedì 12 novembre è di scena Rosario Palazzolo: scrittore, drammaturgo, regista e attore, una di quelle voci siciliane “anomale” che, per originalità e poliedricità, spicca nel panorama nazionale, una voce che non si lascia etichettare, che non dà tregua, che investe, sconquassa, supera limiti e convenzioni di genere.
Rosario Palazzolo sarà al Teatro Montevergini con il suo “Portobello never dies”. Tre uomini (Letto Unu, Letto Dui e Letto Tri), in una specie di camera d’ospedale, attendono che qualcosa accada, una qualsiasi cosa che possa trascinarli via da quel luogo asettico e innaturale. I personaggi, confondendosi l’uno con l’altro in un serratissimo dialogo, ricostruiscono le dinamiche di una festa che è stata – un banchetto nuziale? – e che vorrebbero fosse ancora.
Tre modi di osservare la vita, tre chiavi di lettura, tre angosce differenti, sospese in attesa di qualcosa che probabilmente non accadrà. È il racconto corale di un’umanità allo sbando, priva di riferimenti, un’umanità misera, meschina, svuotata, che, tra affermazioni perentorie e dissimulazioni, resta pietrificata davanti al baratro della propria inconcludenza.














