Studio per Ecuba
Lo spettacolo "Studio per Ecuba" che la compagnia Mda Produzioni Danza metterà in scena al Giardino della Kolymbetra di Agrigento per Teatri di Pietra, nasce dalla raccolta dei materiali elaborati per la messa in scena dell’Ecuba euripidea. Ne è scaturito un lavoro inedito‚ sia per la fattura della messa in scena (che vede in scena Cinzia Maccagnano e Aurelio Gatti – che firma anche regia e coreografie – con le danzatrici Luna Marongiu, Carlotta Bruni, Rosa Merlino) che per i temi suscitati dall'approfondimento del personaggio Ecuba: madre di cento figli‚ regina di Ilio‚ testimone della mattanza che investirà tutta la sua famiglia sino allo sterminio.
In questo spettacolo Ecuba è anche l'estrema difesa dell'identità e della storia‚ donna - prima ancora che regina - che cerca strenuamente di "salvare" la memoria di una razza‚ di un popolo e di una discendenza. Regale e regina nelle Triane e in tutta la prima parte dell'Ecuba, fino alla scoperta dell'uccisione del piccolo Polidoro. La distruzione sistematica di Troia‚ dei suoi palazzi‚ delle sue mura e delle genti troiane sino ad allora è " sopportabile" nella speranza segreta che memoria e progenia potessero essere salve presso l'alleato e amico Polimestore.
La cagna/Ecuba nasce dalla consapevolezza dell'annullamento di una stirpe‚ di una città e della sua civiltà. Lo spettacolo utilizza tre lingue differenti - la danza‚ la musica e la parola- per inviare un unico messaggio: ogni guerra è un immane misfatto dell'uomo‚ qualunque ne sia la causa; è un male terribile per tutti‚ vincitori e vinti; il cuore femminile‚ più di quello maschile‚ ne è travolto e grida‚ con tutta la forza della passione e dell'amore‚ fuori da ogni canone e da ogni ambiguo sofisma; insanabile è la lacerazione di una madre‚ di una sposa‚ di una sorella o di una figlia‚ insostenibile la loro sofferenza‚ irrefrenabili la loro maledizione e la loro vendetta.
Il teatro tragico greco è‚ in tal modo‚ rimesso al centro della scena fosca e insanguinata della nostra epoca; è riproposto come sintesi di tutti tempi degli uomini‚ devastati sempre dalla brama di potere che genera la guerra‚ e sempre sopravvissuti grazie allo stesso dolore, all'incrollabile volontà di espungerlo‚ volta per volta‚ dal proprio grembo. In Ecuba non c'è il fascino misterioso e romantico dell'irrazionale‚ quanto la coscienza agghiacciante dell'annullamento della sua esistenza come parte di una vita‚ di un popolo e della sua storia.
La rassegna, ideata da Capua Antica Festival e diretta da Aurelio Gatti, quest’anno è promossa direttamente dai Comuni coinvolti con il sostegno dall'Associazione Teatri di Pietra Sicilia e Capua Antica Festival, in collaborazione con numerosi enti e organismi culturali di pregio come la Fondazione Whitaker, il FAI di Agrigento e il Polo Museale Pepoli di Trapani. Lo spettacolo “Studio per Ecuba” replicherà l’8 agosto a Mothia.














