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"Viaggio al termine della notte" al Biondo di Palermo: in scena il romanzo scandalo di Céline

  • Teatro Biondo - Palermo
  • 6, 7, 8, 11, 12, 13, 14, 15 maggio 2022 (evento concluso)
  • 21.00 (6, 7, 10 maggio), 17.30 (8, 11, 12, 13, 15 maggio), 19.00 (14 maggio)
  • Da 24 a 27 euro (primo settore), da 11 a 22 (secondo settore), da 5 a 10 euro (galleria)
  • Biglietti acquistabili online oppure al botteghino del Teatro Biondo (da martedì a sabato, dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, domenica dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00. Info ai numeri 091 7434301 335 1611567
Balarm
La redazione

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Una scena dello spettacolo "Viaggio al termine della notte" (foto di Rosellina Garbo)

Il romanzo autobiografico di Céline "Viaggio al termine della notte", pubblicato nel 1932, è una perfetta rappresentazione del XX secolo, una storia originale che racchiude e racconta tutte le tragedie e le farse dell’epoca moderna: gli orrori della guerra, le trincee delle Fiandre, le durezze dell’Africa coloniale, la Parigi delle periferie più desolate dove Céline faceva il medico dei poveri, a contatto con una miseria morale prima ancora che materiale. Fu un successo mondiale che suscitò critiche ed entusiasmi.

Debutta venerdì 6 maggio, alle ore 21.00 nella Sala Grande del Teatro Biondo di Palermo, nell’adattamento teatrale del regista Claudio Collovà. Lo spettacolo, prodotto dal Biondo, vede in scena nel ruolo di Bardamu, alter ego dello stesso Céline, Sergio Basile, al suo fianco Nicolas Zappa, Gianluigi Fogacci, Luigi Mezzanotte, Antonio Orlando, Margherita Laterza, Serena Barone, Angelica Dipace.



In questo adattamento teatrale, che utilizza la traduzione di Ernesto Ferrero, l’innovazione sta nell’uso di un linguaggio immediato, quasi simile al parlato quotidiano, capace di dar voce alla tragicommedia di un secolo. Nel Viaggio di Céline è presente anche un certo grado di comicità, capace di scatenare un divertimento grottesco più forte dell’incubo narrato: «Lo spettacolo dell’abiezione – spiega Collovà – scatena un riso liberatorio, un divertimento grottesco più forte dell’incubo».

Tutti i temi principali del romanzo sono messi in scena rispettando lo svolgersi degli accadimenti, i climi e i personaggi. La varietà dei luoghi è inclusa in uno spazio unico con concretezza oggettiva.

«Questo spettacolo – aggiunge Collovà – è il tentativo ambizioso di salvare dall’oblio un grandissimo scrittore e di illuminarci alla sua luce oscura. Ma è al contempo un modo per riflettere sulle dinamiche della storia, su come eventi terribili del nostro recente passato possano riemergere divenendo tragicamente attuali».

Le scene e i costumi sono di Enzo Venezia, le luci di Pietro Sperduti, le musiche di Giuseppe Rizzo. Repliche fino al 15 maggio.
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