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Palermo: uno marzo, sciopero degli stranieri

Il "Movimento Primo Marzo" è un collettivo non violento che riunisce in tutta Italia persone di ogni provenienza, genere, fede e orientamento politico

Ph Federico Maria Giammusso
Ospite
  • 2 marzo 2010

Una mobilitazione per dire no al razzismo e rivendicare il ruolo portante del lavoro “straniero” nella nostra società. Si è svolta tra le via del centro storico di Palermo, lo scorso primo marzo, l'iniziativa “Movimento Primo Marzo – Sciopero degli stranieri” che conta tra i suoi aderenti più di sessanta tra associazioni e comunità migranti, docenti dell’Università degli Studi di Palermo, commercianti italiani e stranieri.

Un collettivo non violento che riunisce in tutta Italia persone di ogni provenienza, genere, fede, educazione e orientamento politico. Immigrati, seconde generazioni e italiani accomunati dal rifiuto del razzismo, dell'intolleranza e della chiusura che caratterizzano il presente italiano. Molte le attività proposte dal comitato palermitano, coordinato da Tindara Ignazzitto, insegnante di italiano agli stranieri e operatrice interculturale, e Yodit Abraha, educatrice, psicologa e mediatrice culturale etiope.

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