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Banksy sbarca a Palermo: una grande mostra sull'artista più sfuggente della storia

Originario di Bristol, nato intorno al 1974, inquadrato nei confini generici della Street Art, Banksy rappresenta il più esemplare caso di popolarità per un artista vivente

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 12 agosto 2020

L'opera dipinta da Banksy sulla Louise Michel tratta dal sito mvlouisemichel.org

A Palermo è l'evento d'arte più importante in questo insolito 2020: oltre 100 opere originali dell'artista più discusso e originale contemporaneo, stiamo parlando di Banksy e della mostra “Ritratto di ignoto. L'artista chiamato Banksy”, in programma dal 7 ottobre 2020 e prorogata causa chiususure musei per la pandemia fino al 19 febbraio 2021, le sedi di Loggiato San Bartolomeo (via Vittorio Emanuele 25) e a Palazzo Trinacria (via Butera 24).

“Ritratto di ignoto. L'artista chiamato Banksy” è la prima mostra in Sicilia che riunisce così tanti pezzi originali dell'artista inglese contemporaneo più conosciuto al mondo, sebbene la sua identità rimanga ancora un mistero.

Conosciuto per la sua vena irriverente e al tempo stesso romantica l'artista lascia tracce di sè in giro per il mondo sui muri o supporti vari - come ha fatto ad esempio durante il lockdown dipingendo i muri del bagno di casa - che negli anni sono diventati pezzi d'arte tra i più costosi al mondo soprattutto, ma non solo, per il manto di mistero legato alla sua identità.



Tra le ultime performance che rimarranno nella storia quella che fece a Venezia dove si camuffò da artista che vendeva abusivamente tele sulle sponde di piazza San Marco durante la Biennale d'arte del 2019.

Fatto allontanare dai vigili, ignari, questa azione richiamò molto l'attenzione poichè era un gesto in polemica con la presenza della navi da crociera in Laguna. Pochi giorni dopo, fatalmente - perchè l'arte contmporanea si arrichisce anche con le coincidenze - ci fu anche un incidente proprio in laguna che coinvolse una di queste grandi navi riaprendo il capitolo delle polemiche e delle ncessarie soluzioni alternative per salvare Venezia.

I curatori della mostra a Palermo, Gianluca Marziani, Stefano Antonelli e Acoris Andipa, hanno raccolto la suggestione dell’ olio su tavola “Ritratto di ignoto”, icona di Antonello da Messina e della produzione artistica siciliana, trasformandola nell’ispirazione ideale alle tematiche di un artista che nessuno ha mai visto, di cui nessuno conosce il viso, di cui non circolano foto, eppure capace di conquistare il mondo attraverso opere di grande potenza etica, evocativa e tematica.

Originario di Bristol, nato intorno al 1974, inquadrato nei confini generici della Street Art, Banksy rappresenta il più esemplare caso di popolarità per un artista vivente dai tempi di Andy Warhol ed è considerato il più grande artista globale del nuovo millennio.

Nell'esposizione, voluta da Fondazione Sant’Elia in collaborazione con la Fondazione Pietro Barbaro, prodotta e organizzata da MetaMorfosi Associazione Culturale, con il patrocinio del Comune di Palermo e della Città Metropolitana, in collaborazione con MLC Comunicazione, si potranno ammirare: dipinti a mano libera del primissimo periodo; serigrafie che Banksy considera artigianato seriale per diffondere i suoi messaggi; oggetti installativi e altri provenienti da Dismaland (come la scultura Mickey Snake con Topolino inghiottito da un pitone); e diversi pezzi numerati, sia artigianali che industriali, molti certificati e altri attribuiti, che raccontano un artista senza confini linguistici e sperimentali.

Per l'occasione verrà editato un importante catalogo in cui saranno raccolte tutte le opere della mostra. Il volume sarà corredato dai saggi critici dei curatori.
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