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Tutti lo chiamano il "balcone di Sicilia": il paese (panoramico) fuori dalle mappe

Da questo balcone naturale nella parte Orientale dell'Isola è facile comprendere che a volte basta cambiare punto di vista per ritrovare il senso di pace e meraviglia

  • 4 febbraio 2026

Chiaramonte Gulfi

La storia e la bellezza della Sicilia rapiscono l’interesse e la curiosità di ogni turista. Città, borghi, cultura, arte, l’isola è un mix di bellezze e Chiaramonte Gulfi ne è testimonianza. Qui, lo sguardo non resta mai fermo, sia tra i vicoli che nelle piazze, gli occhi cercano l’orizzonte. Questo borgo dei Monti Iblei, in provincia di Ragusa, è infatti conosciuto da sempre come il “Balcone di Sicilia” poiché il panorama non è un semplice sfondo, ma una presenza costante, parte della vita quotidiana.

Situata a circa 668 metri sul livello del mare, Chiaramonte Gulfi domina un territorio vasto e articolato. Da numerosi punti della città è possibile osservare la Piana di Vittoria, i paesi del Ragusano, le colline iblee e, nelle giornate limpide, la sagoma dell’Etna all’orizzonte. Basta poco per comprendere quanto importante sia affacciarsi da questo meraviglioso borgo per osservare ciò che di incantevole lo circonda. Il luogo simbolo di questo rapporto profondo tra la città e il paesaggio è il Belvedere del Santuario di Maria Santissima di Gulfi.

Qui, accanto a uno dei luoghi di culto più importanti per la comunità, si apre uno degli affacci panoramici più ampi e riconoscibili. Non è raro incontrare anziani seduti in silenzio, famiglie in passeggiata, motociclisti e turisti di ogni genere che si fermano a lungo senza parlare ma lasciandosi sfiorare dal vento caldo della Sicilia per osservare l’orizzonte. Dal centro storico, in prossimità della Basilica di Santa Maria La Nova, il panorama entra in dialogo con l’architettura, qui il barocco incontra la campagna mentre scorci improvvisi raccontano il carattere del luogo.

Più defilato, ma profondamente vissuto dagli abitanti, è il belvedere di viale Kennedy, uno di quei posti che non sempre finiscono sulle mappe, ma che fanno parte della memoria collettiva. Qui si viene soprattutto al tramonto, quando la luce cala lentamente e i colori della campagna cambiano tono. Allontanandosi di poco dal centro abitato, verso le alture di Monte Arcibessi, il paesaggio si fa ancora più ampio e misterioso, la città appare raccolta, ordinata, quasi protetta dalla sua stessa altezza. Chiaramonte Gulfi sta li, raccolta e colorata, paese che ha conosciuto la distruzione e la rinascita, dopo il terremoto del 1693, e che ha saputo ricostruirsi senza perdere il legame con il proprio territorio.

Oggi appare come una realtà viva, conosciuta per i suoi musei, per la cultura dell’olio extravergine d’oliva, per le tradizioni religiose e popolari che scandiscono l’anno. Eppure, al di là degli eventi e dei riconoscimenti, ciò che resta più impresso a chi si sofferma ad ammirarla è questa sensazione di respiro verso l’orizzonte.

Chiaramonte Gulfi non è una città da attraversare in fretta. È un luogo che invita a fermarsi, ad affacciarsi, a guardare lontano. Perché da questo balcone naturale sulla Sicilia è facile comprendere che a volte basta cambiare punto di vista per ritrovare il senso di pace e meraviglia.
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