Bonus asilo nido, via alle domande (anche) in Sicilia: le novità e come richiederlo
L'Inps comunica l'apertura del servizio per la presentazione delle richieste. Nell'articolo i requisiti e istruzioni per fare domanda. Ci sono 2 novità da sapere
Asilo nido
Anche quest'anno è stato rinnovato il bonus asilo nido 2026, l'aiuto destinato alle famiglie con figli minori di 3 anni. L'Inps ha comunicato l'apertura del servizio per la presentazione della domanda. È quindi possibile inviare le richieste per usufruire del contributo. Ci sono alcune novità da sapere.
La principale novità più importante è che da quest'anno la domanda non sarà più annuale: una volta accolta, resterà infatti valida fino al mese di agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni. Dunque, negli anni successivi i genitori non dovranno ripresentare una nuova istanza da zero, ma solo aggiornare le mensilità per cui intendono chiedere il beneficio.
Il contributo viene erogato anche per bambini affetti da gravi patologie croniche, che non possono frequentare il nido. In questo caso a richiederlo deve essere il genitore che coabita con il figlio e ha dimora abituale nello stesso Comune. Da ricordare che chi ha richiesto e ottenuto il contributo per l’asilo nido per almeno un mese lungo un anno solare non potrà richiedere il contributo per le forme di supporto domiciliare entro lo stesso anno solare. Il bonus copre, entro i fondi disponibili, la retta per l’asilo, la fornitura dei pasti, l’imposta di bollo e l’IVA agevolata.
Importi
Il contributo del Bonus asilo nido 2026 può arrivare fino a 3.600 euro all’anno, in base all’Isee per specifiche prestazioni familiari e per inclusione, neutralizzato dagli importi erogati per l’Assegno unico e universale.
Seconda novità: l'ultima Legge di Bilancio ha previsto che dal calcolo dell’Isee per richiedere il bonus vada escluso l’importo di quanto ricevuto con l’assegno unico e universale. La circolare precisa che «la neutralizzazione delle somme percepite per l’assegno unico viene effettuata decurtando il valore dell’Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione dell’importo dell’AUU, rapportato al parametro della scala di equivalenza della Dichiarazione sostitutiva unica (DSU)».
Le spese coperte, almeno in parte, restano le stesse di sempre, tra queste: le spese sostenute per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati e quelle per le forme di supporto presso la propria abitazione a favore di bambini, al di sotto dei tre anni, affetti da gravi patologie croniche.
Come richiedere il Bonus nido 2026
Per le domande di contributo asilo nido, ogni anno basterà scegliere le mensilità per le quali si chiede il contributo e caricare i documenti di spesa entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello delle mensilità richieste. La domanda deve essere presentata dal genitore che paga la retta specificando le mensilità.
Anche i requisiti per richiedere il bonus sono sempre gli stessi. Possono inviare domanda:
- i cittadini italiani o i cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea o, in caso di cittadino di uno Stato extracomunitario, quelli che hanno un permesso di soggiorno UE di lungo periodo;
- i residenti in Italia;
- i titolari di permesso di soggiorno per lavoro autonomo, lavoro subordinato, lavoro stagionale, per assistenza di minori, per protezione speciale, per casi speciali e per motivi familiari e per attesa occupazione;
- i titolari di Carta blu, cioè i “lavoratori altamente qualificati”;
- gli apolidi, i rifugiati politici e i titolari di protezione internazionale in possesso di permesso di soggiorno valido;
- i genitori biologici oppure gli affidatari del minore in affidamento temporaneo o preadottivo.
La domanda si presenta esclusivamente online, direttamente dal portale INPS con SPID, CIE o CNS oppure tramite patronato.
Per richiedere il bonus è opportuno usufruire dei seguenti servizi di: nidi e micronidi, sezioni primavera, spazi gioco, servizi educativi in contesto domiciliare. Sono esclusi, a titolo di esempio, i servizi ricreativi, servizi pre-scuola, post-scuola, frequenza di centri per bambini e famiglie.
Per tutelare le famiglie, l’Inps prima di accogliere le domande verifica sempre che la struttura indicata nella domanda sia regolarmente abilitata a erogare i servizi educativi secondo la specifica normativa regionale: consultando gli elenchi regionali/comunali; chiedendo conferma agli enti competenti in caso di dubbi. Se la struttura non risulta abilitata, il contributo non può essere riconosciuto.
Per fare la domanda, è necessario richiedere alla struttura educativa frequentata dal bambino i riferimenti precisi della sua abilitazione, che bisognerà inserire nella domanda per le verifiche dell’Inps. L’inserimento di riferimenti precisi riduce i tempi di lavorazione della domanda.
La principale novità più importante è che da quest'anno la domanda non sarà più annuale: una volta accolta, resterà infatti valida fino al mese di agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni. Dunque, negli anni successivi i genitori non dovranno ripresentare una nuova istanza da zero, ma solo aggiornare le mensilità per cui intendono chiedere il beneficio.
Il contributo viene erogato anche per bambini affetti da gravi patologie croniche, che non possono frequentare il nido. In questo caso a richiederlo deve essere il genitore che coabita con il figlio e ha dimora abituale nello stesso Comune. Da ricordare che chi ha richiesto e ottenuto il contributo per l’asilo nido per almeno un mese lungo un anno solare non potrà richiedere il contributo per le forme di supporto domiciliare entro lo stesso anno solare. Il bonus copre, entro i fondi disponibili, la retta per l’asilo, la fornitura dei pasti, l’imposta di bollo e l’IVA agevolata.
Importi
Il contributo del Bonus asilo nido 2026 può arrivare fino a 3.600 euro all’anno, in base all’Isee per specifiche prestazioni familiari e per inclusione, neutralizzato dagli importi erogati per l’Assegno unico e universale.
Seconda novità: l'ultima Legge di Bilancio ha previsto che dal calcolo dell’Isee per richiedere il bonus vada escluso l’importo di quanto ricevuto con l’assegno unico e universale. La circolare precisa che «la neutralizzazione delle somme percepite per l’assegno unico viene effettuata decurtando il valore dell’Isee per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione dell’importo dell’AUU, rapportato al parametro della scala di equivalenza della Dichiarazione sostitutiva unica (DSU)».
Le spese coperte, almeno in parte, restano le stesse di sempre, tra queste: le spese sostenute per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati e quelle per le forme di supporto presso la propria abitazione a favore di bambini, al di sotto dei tre anni, affetti da gravi patologie croniche.
Come richiedere il Bonus nido 2026
Per le domande di contributo asilo nido, ogni anno basterà scegliere le mensilità per le quali si chiede il contributo e caricare i documenti di spesa entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello delle mensilità richieste. La domanda deve essere presentata dal genitore che paga la retta specificando le mensilità.
Anche i requisiti per richiedere il bonus sono sempre gli stessi. Possono inviare domanda:
- i cittadini italiani o i cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea o, in caso di cittadino di uno Stato extracomunitario, quelli che hanno un permesso di soggiorno UE di lungo periodo;
- i residenti in Italia;
- i titolari di permesso di soggiorno per lavoro autonomo, lavoro subordinato, lavoro stagionale, per assistenza di minori, per protezione speciale, per casi speciali e per motivi familiari e per attesa occupazione;
- i titolari di Carta blu, cioè i “lavoratori altamente qualificati”;
- gli apolidi, i rifugiati politici e i titolari di protezione internazionale in possesso di permesso di soggiorno valido;
- i genitori biologici oppure gli affidatari del minore in affidamento temporaneo o preadottivo.
La domanda si presenta esclusivamente online, direttamente dal portale INPS con SPID, CIE o CNS oppure tramite patronato.
Per richiedere il bonus è opportuno usufruire dei seguenti servizi di: nidi e micronidi, sezioni primavera, spazi gioco, servizi educativi in contesto domiciliare. Sono esclusi, a titolo di esempio, i servizi ricreativi, servizi pre-scuola, post-scuola, frequenza di centri per bambini e famiglie.
Per tutelare le famiglie, l’Inps prima di accogliere le domande verifica sempre che la struttura indicata nella domanda sia regolarmente abilitata a erogare i servizi educativi secondo la specifica normativa regionale: consultando gli elenchi regionali/comunali; chiedendo conferma agli enti competenti in caso di dubbi. Se la struttura non risulta abilitata, il contributo non può essere riconosciuto.
Per fare la domanda, è necessario richiedere alla struttura educativa frequentata dal bambino i riferimenti precisi della sua abilitazione, che bisognerà inserire nella domanda per le verifiche dell’Inps. L’inserimento di riferimenti precisi riduce i tempi di lavorazione della domanda.
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