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Cancellato l'assessorato alla Cultura in Sicilia, ora è alla "razza": ma è uno scherzo

Nella sede dell'assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana è stato affisso in forma anonima un cartello che riaccende le polemiche sulla nomina del neo assessore

Balarm
La redazione
  • 24 giugno 2020

Il cartello apparso all'assessorato alla Cultura

Scherzo, sarcasmo, attivismo politico? Fatto sta che a Palermo, nella sede dell'assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana è stato affisso in forma anonima un cartello che riaccende le polemiche sulla nomina del neo assessore Alberto Samonà.

Nella notte l'assessorato è stato "trasformato" in "Assessorato alla Difesa della Razza". Un gesto che certamente scatenerà nuove polemiche dopo quelle che sono seguite alla nomina di Samonà, accusato da alcuni di essere estremamente a destra e di aver scritto in passato post antidemocratici.

Un finto comunicato stampa fatto circolare in rete accompagna l'insegna.

«Amara sorpresa questa notte per l’assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana - si legge - un duro attacco per l’assessore Alberto Samonà viene sferrato da una mano anonima, in riferimento alla sua mai celata appartenenza politica.

Appare una targa che riporta la dicitura “Assessorato alla Difesa della Razza”. Il lettering è quello già usato, e pesantemente contestato, della sfortunata campagna promozionale commissionata dall’assessorato al turismo, il cartello ricalca anche il pay off “your happy Island” cambiato per l’occasione in “your happy fascists”, in alto anche un nuovo logo della regione, che aggiunge alla trinacria una quarta gamba per ricordare una svastica nazista».



Gli anonimi hanno anche diffuso un finto comunicato stampa, in cui lo stesso assessore Samonà si fa portatore dell’iniziativa.

«Chi agisce nell’ombra, affiggendo cartelli fintamente goliardici - recita una nota dell'assessore Samonà - persegue un intento intimidatorio, sperando nella ribalta alimentata dall’effetto virale dei social. Derubricare simili gesti come “ragazzate” o come “scherzi” è un grave errore di lettura e le cui conseguenze potrebbero diventare imprevedibili: evidentemente, infatti, c’è qualcuno interessato a diffondere un clima d’odio, fomentato da chi non si rassegna ad accettare il confronto sui programmi e sulle proposte concrete».

Sono in corso indagini delle forze dell’ordine per risalire agli autori di questo atto anonimo, anche grazie alle registrazioni delle telecamere poste in prossimità dell’assessorato.

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