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Casa San Francesco: un laboratorio di cucina che dà speranza ai giovani del Malaspina

Dal progetto Cotti in Fragranza, nato in seno al penitenziario minorile, nasce Casa San Francesco, un laboratorio per la preparazione di "bontà fresche" nel cuore di Ballarò

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 17 dicembre 2018

Lucia Lauro e Nadia Lodato

Per due giovani palermitani su cui fino a qualche tempo fa nessuno avrebbe scommesso, qualcosa è cambiata. Si è aperta una porta e, oltre alla libertà, ad attenderli fuori dal carcere c'è anche un lavoro a tempo pieno come pasticceri.

Per Manuele e Samuele, due ex detenuti del carcere minorile Malaspina, si rompe la catena dell'illegalità e dopo un percorso lunghissimo (quasi sei anni) dietro le sbarre si prospetta un futuro positivo che loro stessi hanno contribuito a costruirsi. Entrambi hanno scontato pene molto lunghe: sono cresciuti insieme all'interno del carcere tanto che loro si definiscono "fratelli", con l'aiuto degli educatori che gli hanno tracciato un percorso nuovo da intraprendere, non senza difficoltà.

Ad un certo punto, durante il percorso intrapreso grazie agli operatori, i due entrano nel progetto laboratoriale Cotti in Fragranza della cooperativa Rigenerazioni (fondata da Lucia Lauro e Nadia Lodato), un laboratorio di prodotti da forno nato all’interno dell’IPM Malaspina di Palermo.

Da allora i passi avanti sono stati parecchi, Manuele e Samuele oggi sono parte attiva del secondo step del progetto: Casa San Francesco, il laboratorio esterno che nasce fuori dal Malaspina e diventa una centrale operativa per la preparazione di “bontà fresche” nel cuore di Ballarò. Uno spazio di 4.500 metri quadrati per la produzione del salato, ma anche di pasti caldi per senzatetto e mense cittadine.

A contribuire all’apertura di questo spazio, un palazzo seicentesco nel centro storico di Palermo, il sostegno della Fondazione San Zeno, Chiesa Valdese, Coopfond, Ircac e Unicredit, indispensabile per coprire le spese di ristrutturazione.

Manuele, uno dei due ragazzi che saranno impiegati nel laboratorio, grazie all'aiuto dello chef Catalano è diventato membro della Federazione Italiana Pasticceri e proseguirà la sua formazione nel settore. Samuele adesso insegna ai nuovi giovani detenuti l'arte della pasticceria secca ed è diventato responsabile della logistica del nuovo laboratorio.

Ha preso le redini del confezionamento dei prodotti, della spedizione, della gestione del magazzino. Un gruppo di lavoro alla pari, con ruoli ben definiti e tanto spazio per il dialogo. L'occasione di poter pensare le cose normali di una nuova vita: l'affitto di una stanza, il motorino, l'assicurazione.

Uno di loro ha chiesto di poter usare le ore di permesso per iscriversi all'università: Scienze dell'educazione. La voglia di dare quello che hai ricevuto e insegnare ad altri giovani che è possibile cambiare ed essere più felici. D'altronde chi meglio di loro può farlo.

Casa San Francesco affiancherà il laboratorio all’interno del Malaspina, ma non lo sostituirà, come chiarisce Nadia Lodato, responsabile del progetto: «Cotti in Fragranza nasce dentro il carcere minorile, e qui vogliamo rimanere perché un gesto politico necessario. Ma abbiamo avvertito sin da subito l’esigenza che i nostri giovani colleghi, una volta fuoriusciti dalle mura detentive, potessero vivere la loro condizione di persone libere, fuori da un luogo fortemente stigmatizzante come il carcere».

«La seconda unità operativa di Cotti in Fragranza nasce anche per diversificare i servizi offerti: produzione di biscotti da una parte e di cibo fresco su commissione dall’altra». Lo spiega Lucia Lauro, responsabile del progetto, che aggiunge: «In questi due anni abbiamo lavorato duramente per creare le condizioni per lo sviluppo aziendale e per la ricerca di un luogo idoneo all’apertura di una seconda unità operativa di Cotti in Fragranza.

Casa San Francesco, con la sua posizione privilegiata all’interno del percorso arabo-normanno, è il luogo perfetto perché riusciamo già a immaginare un futuro in cui possiamo aprirci al turismo solidale, cucinando del buon cibo e raccontando il valore del riscatto e della responsabilità sociale».

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