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"Chi fa da sé fa per 3" per rifiuti e buche: cittadini in azione da Santa Flavia a Misilmeri

I residenti di Misilmeri, Santa Flavia e Casteldaccia hanno dato vita al "Comitato Civico Accia-Petrusa”, attrezzandosi per ridare il giusto decoro ai luoghi

Ferdinando Lo Monaco
Studente di Scienze della Comunicazione
  • 7 maggio 2026

Sono numerose le problematiche che interessano il territorio della città di Palermo, che spesso catalizza quasi totalmente l’attenzione pubblica, lasciando in secondo piano alcune aree della provincia le cui criticità meriterebbero un’attenta considerazione.

Comuni come Misilmeri, Santa Flavia e Casteldaccia presentano una serie di problematiche difficilmente trascurabili: discariche abusive che intralciano la viabilità, abbandono di rifiuti speciali (in particolare eternit), allagamenti e carenza di acqua corrente. Questi sono solo alcuni dei disagi che affliggono tali territori.

Dopo numerosi solleciti rivolti alle amministrazioni comunali, i cittadini hanno deciso di organizzarsi dando vita al “Comitato Civico Accia-Petrusa”, che riunisce proprio i tre comuni di Misilmeri, Santa Flavia e Casteldaccia. Il fondatore è Roberto Longo, che insieme ad una serie di residenti ha deciso di dare il via al progetto.

«Da tredici anni vivo con la mia compagna in questa zona, in particolare quella di Misilmeri, confinante con i comuni di Casteldaccia e Santa Flavia. Non abbiamo mai avuto l’acqua corrente, dovendoci arrangiare con autobotti di ditte private, con tutti i costi che ne derivano. Abbiamo più volte provato a chiedere una soluzione al Comune, non avendo però particolari risposte risolutrici», spiega il geometra Luigi Lumia, membro attivo del Comitato Civico, che ha esposto alcune delle gravi criticità presenti nelle zone.

«Oltre a questo – sottolinea Lumia -, i problemi maggiormente visibili sono quelli legati alle strade, che richiederebbero un’enorme mole di lavoro per essere riqualificate e riasfaltate. La strada provinciale è piena di buche e frane, accompagnate da un limite di velocità di 30 km/h che rende l’attraversamento di un breve tratto una lunga traversata».

Ma non è certamente finita qui: «Come se non bastasse, lungo la strada sono presenti un quantitativo notevole di discariche abusive, che in alcuni casi bloccano anche le strade comunali, chiudendo anche delle possibili vie di fuga in casi emergenziali. Senza contare i problemi di ordine pubblico legati ai furti dato il totale abbandono della zona e di alberi che cadono o occupano in maniera invasiva le carreggiate».

La soluzione che i residenti hanno trovato, per rispondere all’assenza delle istutuzioni, è stata dunque quella di organizzarsi: «Da qualche mese a questa parte, un cittadino di nome Roberto Longo ha deciso di creare un comitato: il Comitato Civico Accia-Petrusa, che nasceva inizialmente con l’intento di combattere il problema dell’acqua, bene definito essenziale dalle Nazioni Unite».

Dalla costituzione del Comitato, sono già arrivate le prime risposte: «Il Comune di Casteldaccia, per quanto riguarda i rifiuti e l’ambiente, si è mosso con grande celerità. Ha fatto un sopralluogo e ha promesso che entro questa settimana le discariche abusive sul suolo del comune verranno rimosse, accompagnando alla rimozione l’istallazione di una videosorveglianza per evitare che il problema si presenti nuovamente».

«La Città Metropolitana, invece, - aggiunge Lumia - ha fatto un piccolo sforzo, mettendoci in contatto con un capo cantoniere che si è dimostrato abbastanza disponibile per la risoluzione della problematica delle buche. Essendo però una strada abbandonata a sé stessa da anni andrebbe certamente ristrutturata dall’inizio alla fine. Loro ci hanno detto che lo faranno, ma spesso queste promesse lasciano il tempo che trovano».

Ma non sempre le risposte da parte delle istituzioni arrivano: «Per quanto riguarda l’acqua, invece, con il Comune di Misilmeri c'è attualmente un contenzioso in corso, a seguito di azioni legali ed esposti presentati alla prefettura, in quanto una situazione di questo tipo non è più sostenibile».

«Su Santa Flavia – aggiunge - non riusciamo ad avere risposte. Ci chiediamo come sia possibile abbandonare un territorio in questo modo. Ci avviciniamo alla stagione degli incendi, qualora dovessero prendere fuoco queste discariche, cosa respireremmo noi? Ci sono copertoni, amianto, frigoriferi, materassi… In un Paese civile io credo che non occorra fare un esposto per rimuovere una discarica abusiva».

Nel loro piccolo, i membri del Comitato Civico Accia-Petrusa, provano dunque a fare la differenza: «Noi come Comitato ci siamo attrezzati per fare un minimo di videosorveglianza e di pulizia che rientra nelle nostre competenze. Ci siamo dati da fare per cercare di ridare un minimo di decoro alla zona. Non è facile, ma cerchiamo di fare la nostra parte».
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