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Le chiamano "Mangiasarde", sono sull'Etna: le sorgenti delle Favare di Santa Venera

Alla scoperta di un piccolo habitat acquatico, immerso in una vallata suggestiva che specialmente in primavera, offre un esperienza naturale straordinaria

Giovanna Gebbia
Esperta di turismo relazionale
  • 6 aprile 2026

Le Favare di Santa Venera (foto di Luca Scamporlino)

Sullo sfondo dell'Etna c'è uno scenario ideale per escursioni naturalistiche che ci porta alla scoperta di un piccolo habitat acquatico, immerso in una vallata particolarmente suggestiva che specialmente in primavera, quando le acque sono in abbondanza, offre un'esperienza naturale straordinaria.

Ci troviamo tra i territori di Maletto, Maniace e Bronte sul versante nord-ovest dell'Etna, quasi a toccare l'Alcantara, dove scorrono il fiume Flascio e il Torrente della saracena che danno vita al fenomeno idrogeologico delle favare, in una area che fa riferimento al tradizionale culto di Santa Venera, martire cristiana venerata nella zona. Il percorso si sviluppa su un sentiero che consente di immergersi in un panorama dove è possibile vedere più aspetti: dal fenomeno idrogeologico a quello botanico, le tracce della vita rurale del tempo dei pastori, e resti archeologici di epoca del bronzo, greca e bizantina.

Il toponimo Favara proviene dall'arabo" al-fawwara" che indicava quei luoghi dove dal sottosuolo emergevano le acque delle sorgenti, ma queste nascono sulla saldatura tra le vulcaniti e le formazioni rocciose nella sciara di santa Venera - formatasi in seguito ad una delle piú imponenti eruzioni dell'Etna - dove le acque dello scioglimento delle nevi scivolano dai versamenti montani arrivando alle falde dell'Etna in un'area occupata da uno spessore di antiche lave sedimentate, fratturate e permeabili.

Questo fenomeno da origine ad affioramenti che nella stagione primaverile si trasformano in piccoli torrenti, laghetti minuscoli, corsi d'acqua con piccole cascate che creano un paesaggio bucolico da fiaba, regalando una naturalistica surreale bellezza, dove si mescolano i suoi dello scorrere delle acque e quelli degli uccelli, i profumi floreali ed erbacei.

Tutto intorno la pianura si veste di splendenti fioriture che danno vita ad un quadro multicolore che si tinge di specie botaniche diverse tipiche della stagione e degli habitat ricchi di acqua. Le Favare di Santa Venera sono note anche come "Mangiasarde" - probabilmente dalla presenza di zone dove i pastori si fermavano a mangiare - offrono un paesaggio naturalistico che è facilmente raggiungibile e visitabile con brevi sentieri che consentono di esplorare questa area, caratterizzata da un ambiente umido che appare e scompare asseconda della portata idrica.

Nelle vicinanze - e sempre per lo stesso fenomeno di affioramento - si può arrivare al Lago Gurrida, che ospita la fauna avicola, alcuni ricoveri rurali per pastori e più avanti i resti dell'area archeologica dove si trova la "Spirale Megalitica". Quest'ultima sembra fosse un antico luogo di celebrazioni che da tempo è oggetto di ricerche, che fa parte della architettura megalitica già presente in Sicilia tra la fine dell'Età del Rame e l'Antica Età del Bronzo, databile al III millennio a.C.. Una bella opportunità alternativa per appassionati e turisti da vivere per una giornata nel Parco dell'Etna percorrendo un sentiero di archeotrekking nell'area protetta, esplorare insieme i paesaggi naturali con il valore aggiunto storico significativo culturale e antropologico.

La vicinanza con il paese di Maletto è l'occasione per visitare questo che è il comune più alto del territorio Etneo, famoso per la coltivazione della fragola che lo ha reso uno dei comuni Etnei più importanti, un borgo tipico ricco di cultura e tradizioni e luoghi da visitare, tra cui troviamo il Museo Civico Salvo Nibali che espone reperti archeologici del Neolitico, delle varie culture dei metalli e del periodo greco-romano provenienti dagli scavi delle zone circostanti.

Le “Lave di Santa Venera”, sono inserite all’interno del Parco Regionale dell’Etna, successivamente, l’area è stata dichiarata Sito di Importanza Comunitaria individuata come “SIC ITA 070019 Lago Gurrida e Sciare di Santa Venera”.

Qui le indicazioni per arrivare sul percorso delle Favare: dalla "Ss120 dell'Etna e delle Madonie", dopo l'incrocio con la provinciale 159 di fronte ad una casa cantoniera, dove c'è l'indicazione di segnalazione del Parco dell'Etna. (Fonti Parco dell'Etna - Comune di Maletto - Randazzo blog)
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