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Come lei nessuno mai: le dieci (e una) frasi più belle di sempre dedicate alla Sicilia

Lo hanno fatto siciliani e non: non c’è scrittore, poeta, musicista, regista che non abbia rivolto alla Sicilia un pensiero, una parola, un sorriso che ne rispecchi la bellezza

  • 11 febbraio 2020

I fichidindia simbolo della Sicilia (foto Pixbay)

Tanto criticata ma anche tanto amata. Non c’è scrittore, poeta, musicista, regista che non abbia rivolto alla Sicilia un pensiero, una parola, un sorriso.

Lo hanno fatto siciliani e non: per alcuni è stato amore a prima vista, altri invece si sono ricreduti dopo averla conosciuta e vissuta. Insomma questa curiosa osmosi attrattiva verso la Sicilia é, forse, uno dei più grandi misteri sentimentali dell’uomo perché, nonostante le sue mille pecche e le sue irriverenti contraddizioni, questa terra, alla fine, la omaggiano tutti.

Per alcuni è stata come un dolce pensiero fisso: Renato Guttuso disse: «Anche se dipingo una mela, c’è la Sicilia»; da altri invece è stata psicoanalizzata e considerata semplicemente come “La più bella regione d’Italia: un’ orgia inaudita di colori, di profumi, di luci, una grande goduria” (Sigmund Freud).

La Sicilia è terra che ha dato i natali ai più grandi nomi della letteratura, che di certo queste origini non le hanno mai dimenticate, come Luigi Pirandello che disse: «Io sono nato in Sicilia e lì l’uomo nasce isola nell’isola e rimane tale fino alla morte, anche vivendo lontano dall’aspra terra natìa circondata dal mare immenso e geloso».



In molti, prima di venire sull’isola disordinata, hanno certamente pensato che la vita oltre lo Stretto fosse più interessante e coinvolgente rispetto ai cannoli, al sole e ai carretti siciliani, peccato che, dulcis in fundo, quei forestieri spesso si sono ricreduti, proprio come l’imperatore Federico II che durante il suo regno in Sicilia affermó: «Non invidio a Dio il Paradiso perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia».

Per non parlare poi di chi me ha fatto una questione di bellezza e femminilità, come Truman Capote quando ammise a gran voce che “La Sicilia è più bella di qualsiasi donna”. E seguendo questa scia romantica anche il poeta William Shakespeare le ha dedicato uno dei suoi versi, scrivendo: «Il clima è temperato, l’aria dolcissima, l’isola fertile, il tempio assai più bello di quanto se ne dica».

Tra le tante voci che si sono spese per elogiare le bellezze naturali ed il patrimonio culturale della Sicilia, una delle più recenti è quella della scrittrice e giornalista francese Edmonde Charles Roux, autrice di “Oublier Palerme” (1966), che così scrisse: «Nel bene e nel male, la Sicilia è l’Italia al superlativo».

Non sono mancate le dediche a mamma Sicilia da parte dei siciliani, gente che questa terra l’ha nel sangue e nella voce, come la cantante catanese Carmen Consoli che ha detto: «La Sicilia è un dono di Dio, ci sono posti che non ti immagini, alla fine di una strada ti imbatti in un anfiteatro fatto di pietra lavica, e se sali sull’Etna e vedi il mare, beh, allora capisci perché chi conosce la Sicilia ne sia innamorato».

D’altronde che la Sicilia sia un universo completo a sé stante lo sapeva anche Pino Caruso quando disse che “In Sicilia abbiamo tutto. Ci manca il resto”. E perfino Omero che così descrisse la Sicilia nella sua Odissea: «Allora incontro ti verrai le belle spiagge della Trinacria isola, dove pasce il gregge del sol, pasce l’armento».

Perché in fondo essere isolani é uno stato d’animo, avere l’intima consapevolezza che ovunque ti trovi, qualunque sia il lavoro dei tuoi sogni, se ti allontani dalla Sicilia in cuor tuo sai che al mattino ciò che ti manca (dopo la mamma) é il mare. Non a caso il maestro Andrea Camilleri scrisse: «Cosa ti manca della Sicilia? U scrusciu du mari».

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