Chi l'ha conosciuta non dimentica le sue lezioni: addio alla prof di Unipa Tilli Bertoni
Docente di Letteratura italiana e storica italianista, è morta all'età di 61 anni nella "sua" Napoli. Ha dedicato la sua carriera agli studenti di Scienze della Comunicazione
Clotilde, Tilli, Bertoni
Chi ha avuto la fortuna di averla come docente non può dimenticare le sue lezioni, così coinvolgenti e appassionanti. Perché lei amava la letteratura e sapeva trasmettere quella stessa passione ai suoi studenti. Clotilde, per tutti Tilli, Bertoni, prof di Letteratura italiana all'Università di Palermo è morta nella notte fra il 10 e l'11 febbraio a Napoli, sua città natale, all'età di 61 anni.
Una grande perdita non solo per l'università ma anche per il mondo della letteratura italiana. Clotilde Bertoni era infatti una studiosa e una italianista riconosciuta a livello nazionale e internazionale.
Arrivata a Unipa giovanissima da Napoli, dove aveva studiato con uno dei massimi critici letterari italiani, il prof. Giancarlo Mazzacurati, ha insegnato Teoria della Letteratura e Letterature comparate per poi ricoprire la cattedra di Letteratura italiana.
Tilli, come affettuosamente la chiamavano i colleghi, ha dedicato tutta la sua carriera accademica agli studenti dei corsi di laurea in Scienze della comunicazione di Palermo.
Studiosa riconosciuta a livello nazionale e internazionale è stata vicepresidente di Compalit, l’associazione italiana per lo studio della Teoria letteraria e della Storia comparata, e ha contribuito da protagonista all’istituzionalizzazione e alla crescita degli studi di comparatistica letteraria in Italia, mantenendo nel frattempo solide competenze nell’ambito dell’italianistica come dimostrano le esemplari edizioni delle opere di Camillo Boito, Italo Svevo e Benedetto Croce.
Fondamentali e unici per originalità e respiro comparatistico i suoi libri sulla storia della cultura italiana ed europea come "Romanzo di uno scandalo". La "Banca Romana tra finzione e realtà" (Il Mulino, 2018) e "Nel nome di Dreyfus". La storia pubblica di un caso di coscienza (Il Mulino, 2024), attraverso i quali ha inaugurato in Italia un filone di studi che coniuga letterature, studi giuridici e storia politica e sociale.
Ai corsi di Scienze della Comunicazione di cui è stata sin dagli inizi ispiratrice tenace e partecipe ha contribuito con ricerche sui rapporti tra letteratura e giornalismo culminati in un’originale monografia (Carocci, 2009).
Il suo impegno intellettuale è stato caratterizzato da una costante passione politica che era possibile leggere in trasparenza in molte sue opere e soprattutto negli interventi militanti di critica letteraria e sociale che l’ha vista collaborare con testate come Il Manifesto, Alfabeta2, Le parole e le cose.
Con i colleghi del Dipartimento Culture e Società ha contribuito alla fondazione del dottorato di ricerca in “Studi culturali europei/Europäische Kulturstudien” e “Cultura visuale” e ha fatto parte di ricerche PRIN coordinate dall’Università degli Studi di Palermo e condivise con molte sedi italiane.
Da ultimo ha organizzato per i dottorandi del Dipartimento Culture e Società un ciclo di lezioni su “Scritture e immagini” che gli allievi, sempre affascinati dalla sua intransigenza e rigore, avevano ribattezzato i “venerdì di Tilli” il diminuitivo con cui amava abbreviare ironicamente il proprio nome.
«I colleghi del Dipartimento Culture e Società la ricordano per la sua signorilità unita a un non comune senso del dovere e delle istituzioni, si uniscono al dolore dei familiari, degli amici e degli allievi per la sua improvvisa scomparsa».
«È con grande sconcerto e profonda tristezza che apprendiamo della scomparsa di Clotilde Bertoni (per tutti Tilli) - la ricordano dal Compalit - La sua formazione, gli interessi di ricerca, l’insegnamento e anche il profilo istituzionale si sono collocati saldamente nell’orizzonte degli studi teorici e comparatistici, ai quali ha dato un contributo decisivo. Ha scritto sull’eroicomico, sulla critica tematica, sul poliziesco, sui molteplici interscambi tra letteratura, giornalismo, legge e politica. Il suo ultimo lavoro è stata una curatela intorno ad alcune autrici fondamentali del Novecento quali Hannah Arendt, Simone de Beauvoir, Natalia Ginzburg, Susan Sontag e Annie Ernaux. Il Direttivo di Compalit, il Comitato di Direzione di “Between” e la Giunta della Consulta di Critica letteraria e letterature comparate abbracciano con affetto i familiari, le amiche e gli amici, le allieve e gli allievi».
Una grande perdita non solo per l'università ma anche per il mondo della letteratura italiana. Clotilde Bertoni era infatti una studiosa e una italianista riconosciuta a livello nazionale e internazionale.
Arrivata a Unipa giovanissima da Napoli, dove aveva studiato con uno dei massimi critici letterari italiani, il prof. Giancarlo Mazzacurati, ha insegnato Teoria della Letteratura e Letterature comparate per poi ricoprire la cattedra di Letteratura italiana.
Tilli, come affettuosamente la chiamavano i colleghi, ha dedicato tutta la sua carriera accademica agli studenti dei corsi di laurea in Scienze della comunicazione di Palermo.
Studiosa riconosciuta a livello nazionale e internazionale è stata vicepresidente di Compalit, l’associazione italiana per lo studio della Teoria letteraria e della Storia comparata, e ha contribuito da protagonista all’istituzionalizzazione e alla crescita degli studi di comparatistica letteraria in Italia, mantenendo nel frattempo solide competenze nell’ambito dell’italianistica come dimostrano le esemplari edizioni delle opere di Camillo Boito, Italo Svevo e Benedetto Croce.
Fondamentali e unici per originalità e respiro comparatistico i suoi libri sulla storia della cultura italiana ed europea come "Romanzo di uno scandalo". La "Banca Romana tra finzione e realtà" (Il Mulino, 2018) e "Nel nome di Dreyfus". La storia pubblica di un caso di coscienza (Il Mulino, 2024), attraverso i quali ha inaugurato in Italia un filone di studi che coniuga letterature, studi giuridici e storia politica e sociale.
Ai corsi di Scienze della Comunicazione di cui è stata sin dagli inizi ispiratrice tenace e partecipe ha contribuito con ricerche sui rapporti tra letteratura e giornalismo culminati in un’originale monografia (Carocci, 2009).
Il suo impegno intellettuale è stato caratterizzato da una costante passione politica che era possibile leggere in trasparenza in molte sue opere e soprattutto negli interventi militanti di critica letteraria e sociale che l’ha vista collaborare con testate come Il Manifesto, Alfabeta2, Le parole e le cose.
Con i colleghi del Dipartimento Culture e Società ha contribuito alla fondazione del dottorato di ricerca in “Studi culturali europei/Europäische Kulturstudien” e “Cultura visuale” e ha fatto parte di ricerche PRIN coordinate dall’Università degli Studi di Palermo e condivise con molte sedi italiane.
Da ultimo ha organizzato per i dottorandi del Dipartimento Culture e Società un ciclo di lezioni su “Scritture e immagini” che gli allievi, sempre affascinati dalla sua intransigenza e rigore, avevano ribattezzato i “venerdì di Tilli” il diminuitivo con cui amava abbreviare ironicamente il proprio nome.
«I colleghi del Dipartimento Culture e Società la ricordano per la sua signorilità unita a un non comune senso del dovere e delle istituzioni, si uniscono al dolore dei familiari, degli amici e degli allievi per la sua improvvisa scomparsa».
«È con grande sconcerto e profonda tristezza che apprendiamo della scomparsa di Clotilde Bertoni (per tutti Tilli) - la ricordano dal Compalit - La sua formazione, gli interessi di ricerca, l’insegnamento e anche il profilo istituzionale si sono collocati saldamente nell’orizzonte degli studi teorici e comparatistici, ai quali ha dato un contributo decisivo. Ha scritto sull’eroicomico, sulla critica tematica, sul poliziesco, sui molteplici interscambi tra letteratura, giornalismo, legge e politica. Il suo ultimo lavoro è stata una curatela intorno ad alcune autrici fondamentali del Novecento quali Hannah Arendt, Simone de Beauvoir, Natalia Ginzburg, Susan Sontag e Annie Ernaux. Il Direttivo di Compalit, il Comitato di Direzione di “Between” e la Giunta della Consulta di Critica letteraria e letterature comparate abbracciano con affetto i familiari, le amiche e gli amici, le allieve e gli allievi».
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