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Chi l'ha conosciuta non dimentica le sue lezioni: addio alla prof di Unipa Tilli Bertoni

Docente di Letteratura italiana e storica italianista, è morta all'età di 61 anni nella "sua" Napoli. Ha dedicato la sua carriera agli studenti di Scienze della Comunicazione

Balarm
La redazione
  • 12 febbraio 2026

Clotilde, Tilli, Bertoni

Chi ha avuto la fortuna di averla come docente non può dimenticare le sue lezioni, così coinvolgenti e appassionanti. Perché lei amava la letteratura e sapeva trasmettere quella stessa passione ai suoi studenti. Clotilde, per tutti Tilli, Bertoni, prof di Letteratura italiana all'Università di Palermo è morta nella notte fra il 10 e l'11 febbraio a Napoli, sua città natale, all'età di 61 anni.

Una grande perdita non solo per l'università ma anche per il mondo della letteratura italiana. Clotilde Bertoni era infatti una studiosa e una italianista riconosciuta a livello nazionale e internazionale.

Arrivata a Unipa giovanissima da Napoli, dove aveva studiato con uno dei massimi critici letterari italiani, il prof. Giancarlo Mazzacurati, ha insegnato Teoria della Letteratura e Letterature comparate per poi ricoprire la cattedra di Letteratura italiana.

Tilli, come affettuosamente la chiamavano i colleghi, ha dedicato tutta la sua carriera accademica agli studenti dei corsi di laurea in Scienze della comunicazione di Palermo.

Studiosa riconosciuta a livello nazionale e internazionale è stata vicepresidente di Compalit, l’associazione italiana per lo studio della Teoria letteraria e della Storia comparata, e ha contribuito da protagonista all’istituzionalizzazione e alla crescita degli studi di comparatistica letteraria in Italia, mantenendo nel frattempo solide competenze nell’ambito dell’italianistica come dimostrano le esemplari edizioni delle opere di Camillo Boito, Italo Svevo e Benedetto Croce.

Fondamentali e unici per originalità e respiro comparatistico i suoi libri sulla storia della cultura italiana ed europea come "Romanzo di uno scandalo". La "Banca Romana tra finzione e realtà" (Il Mulino, 2018) e "Nel nome di Dreyfus". La storia pubblica di un caso di coscienza (Il Mulino, 2024), attraverso i quali ha inaugurato in Italia un filone di studi che coniuga letterature, studi giuridici e storia politica e sociale.

Ai corsi di Scienze della Comunicazione di cui è stata sin dagli inizi ispiratrice tenace e partecipe ha contribuito con ricerche sui rapporti tra letteratura e giornalismo culminati in un’originale monografia (Carocci, 2009).

Il suo impegno intellettuale è stato caratterizzato da una costante passione politica che era possibile leggere in trasparenza in molte sue opere e soprattutto negli interventi militanti di critica letteraria e sociale che l’ha vista collaborare con testate come Il Manifesto, Alfabeta2, Le parole e le cose.

Con i colleghi del Dipartimento Culture e Società ha contribuito alla fondazione del dottorato di ricerca in “Studi culturali europei/Europäische Kulturstudien” e “Cultura visuale” e ha fatto parte di ricerche PRIN coordinate dall’Università degli Studi di Palermo e condivise con molte sedi italiane.

Da ultimo ha organizzato per i dottorandi del Dipartimento Culture e Società un ciclo di lezioni su “Scritture e immagini” che gli allievi, sempre affascinati dalla sua intransigenza e rigore, avevano ribattezzato i “venerdì di Tilli” il diminuitivo con cui amava abbreviare ironicamente il proprio nome.

«I colleghi del Dipartimento Culture e Società la ricordano per la sua signorilità unita a un non comune senso del dovere e delle istituzioni, si uniscono al dolore dei familiari, degli amici e degli allievi per la sua improvvisa scomparsa».

«È con grande sconcerto e profonda tristezza che apprendiamo della scomparsa di Clotilde Bertoni (per tutti Tilli) - la ricordano dal Compalit - La sua formazione, gli interessi di ricerca, l’insegnamento e anche il profilo istituzionale si sono collocati saldamente nell’orizzonte degli studi teorici e comparatistici, ai quali ha dato un contributo decisivo. Ha scritto sull’eroicomico, sulla critica tematica, sul poliziesco, sui molteplici interscambi tra letteratura, giornalismo, legge e politica. Il suo ultimo lavoro è stata una curatela intorno ad alcune autrici fondamentali del Novecento quali Hannah Arendt, Simone de Beauvoir, Natalia Ginzburg, Susan Sontag e Annie Ernaux. Il Direttivo di Compalit, il Comitato di Direzione di “Between” e la Giunta della Consulta di Critica letteraria e letterature comparate abbracciano con affetto i familiari, le amiche e gli amici, le allieve e gli allievi».
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