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Coronavirus: smog e clima la trappola del nord, al sud potrebbe andare diversamente

Alcune ricerche sembrerebbero dimostrare che la diffusione e la violenza del virus in alcune aree sia attribuibile ad alti tassi di inquinamento, alle temperature e all'umidità

Giovanni Callea
Esperto di marketing territoriale e sviluppo culturale
  • 18 marzo 2020

Siamo al giro di boa del drammatico decreto che dallo scorso 8 marzo tiene tutti a casa con il fiato sospeso. È anche riferito a questa data il primo grande esodo dal Nord verso il Sud. Al seguito del quale ci si aspettava l’esplosione anche in Sicilia dell’epidemia.
Io penso che adesso disponiamo di abbastanza dati per cominciare a farci un’idea della situazione ed uscire dallo stato di attesa indeterminata di questi giorni.

Per seguire il mio ragionamento è bene sapere che i tempi di incubazione media del virus sono di 5 giorni, mentre si ritiene che chi è infettato dal virus manifesti comunque i sintomi entro l’undicesimo giorno. Sono dati accettati dalla scienza (qui l’articolo scientifico a supporto di questi numeri).

Al momento la temutissima diffusione del virus al Sud non c’è stata.

Se è vero che la Sicilia ha reagito in maniera abbastanza composta alle disposizioni governative è anche vero che altrettanto hanno fatto i nostri connazionali. Anzi sono disponibile a scommettere che al Nord siano stati più precisi e puntuali di noi. Eppure i dati restano allarmanti al nord, mentre al sud la situazione sembra ancora contenuta.



Ho interpolato alla data di ieri (17 marzo 2020) il numero di contagiati e morti per regione. Il dato più drammatico come è noto è quello della Lombardia, ma in questa regione la situazione è grave anche in relazione al numero di decessi sul numero dei contagiati.

La Lombardia presenta infatti una mortalità del 10% (1600 morti circa su 16.000 contagiati complessivi), e circa il 65% dei morti in Italia. Mortalità molto alte sono di tutto il nord (Liguria 7%, Piemonte 7%, Emilia 3.4%, Veneto 3%, ed anche al centro con Lazio 3.8% e Marche 4.60%). La Puglia (18 morti su 340 contagi pari al 5%) è l’unica regione del Sud con una percentuale di mortalità sul numero dei contagiati superiore al 2%.

Calabria, Basilicata, Sicilia, Sardegna al sud, Trentino e Val d’Aosta al nord, Toscana al centro sono le regioni che apparentemente reggono meglio la mortalità. Con una percentuale inferiore al 2% e che per la Sicilia è pari ad 1,27 la più bassa d’Italia dopo Basilicata ed Umbria, che comunque hanno, penso anche in relazione alla modesta popolazione, dati di infezione residuali. Mentre le regioni del Sud e le Isole sono anche le regioni nelle quali la diffusione del virus è minore, con percentuali inferiori allo 0,01% della popolazione, contro lo 0,16% della Lombardia, e lo 0,6 e 0,9 di Veneto ed Emilia.

Alcune ricerche sembrerebbero dimostrare che la diffusione e la violenza del virus in alcune aree sia attribuibile ad alti tassi di inquinamento (leggi qui l'articolo sullo sudio condotto in Pianura Padana).

Lo studio in questione ha dimostrato infatti che il Particolato PM10 (le micropolveri considerate peraltro responsabili di attività tumorale) facilita la diffusione del virus veicoloandolo. Circostanza che in modo inverso sembrerebbe confermata se consideriamo che le regioni meno infette sono anche quelle meno industriali (Sardegna, Sicilia, Toscana, Val D’aosta, Trentino).

Studi cinesi hanno trovato delle correlazioni tra clima e diffusione del virus, in particolare dimostrano che il virus viene rallentato nella sua diffusione da alte temperature ed umidità (qui l’articolo originale che sostiene questa tesi).

Un’altra indagine, sempre cinese, su 429 città mostra inoltre che la temperature comprese tra 0° e 10° sembrerebbe quella più idonea ad una maggiore diffusione del virus (leggi qui il pdf dell'indagine cinese).

Non sarebbe un caso che la Lombardia e la regione di Wuhan siano più meno sul medesimo parallelo, e su questa fascia di temperature. Robert Gallo, uno degli scienziati che ha individuato l’Aids, sostiene che non è detto che il virus si sviluppi al sud Italia come si è sviluppato al nord, in quanto l’andamento della diffusione sembra più essere da est ad ovest (leggi qui l'articolo pubblicato dal Fatto quotidiano).

Analizzando i dati di temperature dei capoluoghi di regione italiani ho notato che le 3 regioni del Sud con la percentuale di diffusione più bassa (Sicilia, Sardegna, Calabria) non hanno necessariamente le temperature più alte, ma sono quelle con un’escursione termica minore, non so se è un caso o se esiste una correlazione tra escursione termica e diffusione del virus. In queste regioni comunque la temperatura minima è mediamente sopra i 10 gradi, la soglia alta di temperatura di cui parlano i cinesi.

Resta il fatto che la Lombardia, la regione più colpita d’Italia ha le caratteristiche climatiche favorevoli per la diffusione del virus ed elevati tassi di inquinamento da particolato. Il dato lombardo pertanto, che sulle percentuali di mortalità sui contagi è il peggiore del mondo, potrebbe essere il combinato disposto di entrambi gli elementi che favoriscono la diffusione del virus.

Se l’insieme di queste informazioni fosse confermato dai fatti è credibile che in Sicilia non assisteremo ad una esplosione del virus, non prima dell’inverno prossimo.

Questi dati infatti ci danno una ipotesi credibile. Ovvero che la stagione estiva in arrivo potrebbe determinare un rallentamento in Italia ed un ulteriore rallentamento al Sud nella diffusione del virus, ed una accelerazione nei contagi nei paesi del Nord Europa, in concomitanza con l’aumento delle temperature nelle aree centrali e nord europee. Circostanza che potrebbe capovolgersi al sopraggiungere del prossimo inverno e con il conseguente abbassamento delle temperature al sud Italia.

Sulla base di questo insieme di informazioni io credo che se da una parte dobbiamo continuare ad attenerci alle disposizioni governative, dall’altro dobbiamo tenere conto che probabilmente nel prossimo futuro toccherà al sud ed alla Sicilia fare da traino per una uscita rapida dalla crisi, oltre che sanitaria, economica.

Avvertenza: personalmente sono convito (in realtà speranzoso) che la situazione in Sicilia sia meno grave che al nord. Questo non significa che le indicazioni degli organi preposti non vadano seguite meticolosamente. Ragione per la quale non esco da casa da una settimana ed invito a fare altrettanto, nel rispetto degli altri e delle regole comuni. I miei appunti semmai siano uno spunto per guardare con maggiore positività all’immediato futuro.

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