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Dalla gestione lungimirante di "Renato" ai giorni nostri: la vita difficile della Sirenetta di Mondello

Sul palco si esibivano star del calibro di Renato Carosone e Nat King Cole, le miss sfilavano sulle passerelle, il bar serviva bollicine pregiate e si danzava fino all'alba

Maria Cristina Castellucci
Giornalista di viaggi
  • 5 luglio 2021

La Sirenetta di Mondello in una foto d'epoca

Nel 1909, nello studio del notaio Edoard Dubost a Bruxelles, si riunirono ben 52 persone. Chi a titolo personale, chi in rappresentanza di un'azienda.

Lo scopo dell'incontro era la costituzione di una società che venne denominata Le Tramways de Palerme. Fra i presenti c'erano anche tre professionisti palermitani – i signori Ugo Casalis, Antonio Carissimo e Andrea La Porta – che poco tempo prima avevano ottenuto una concessione dal Comune di Palermo per la realizzazione di una città giardino a Mondello, sul modello delle più belle stazioni balneari europee.

I tre, in cambio dei diritti sulla concessione, ottennero una cospicua quota azionaria: la storia italo-belga di Mondello era cominciata. Fra le opere elencate nel piano presentato poco dopo al Comune figurava anche un grande albergo.

I disegni dell'epoca ce lo mostrano elegantissimo e lezioso, con decine di finestre, archi e torrette, balaustre e scalinate a racchiudere centinaia di stanze, ristoranti, negozi e sale da ballo. Peccato che il costo dell'ambiziosa realizzazione risultò insostenibile e che ciò, insieme alle difficoltà causate dalle due guerre, abbia fatto naufragare il bellissimo progetto.



Al suo posto, per molto tempo, vi furono campi sportivi, fino a quando, nel secondo dopoguerra, la Società Italo Belga costruì il complesso della Sirenetta. Il moderno progetto prevedeva una galleria commerciale e spazi destinati alla ristorazione e al divertimento.

Per la gestione fu interpellato Renato Amorosi, imprenditore mondellano di grande capacità e lungimiranza. Era stato lui a portare nella borgata i primi nightclub, quando questo genere di locali a stento esistevano a Palermo, e la Sirenetta fu un progetto di grande successo, anche con Marco Bellavia, l'imprenditore che raccolse il testimone di Amorosi.

Sul palcoscenico si esibivano star del calibro di Renato Carosone e Nat King Cole, le miss sfilavano sulle passerelle, il bar serviva bollicine pregiate e si danzava fino all'alba. Erano i primi anni del boom economico, i giovani usciti dalla tragedia del conflitto non chiedevano nient'altro che la possibilità di divertirsi.

Purtroppo l'attività durò solo qualche anno e, nonostante l'impegno di diversi imprenditori, fra cui i celebri maestri Cascino che lo ebbero in gestione negli anni Sessanta, a un certo punto naufragò per sempre. Gli spazi commerciali hanno continuato a esistere, con altalenanti fortune, ma niente più ristorante elegante e banchetti vista mare.

La chiusura dell'arena, nel 2006, è stato un ennesimo duro colpo per il complesso della Sirenetta e la grande struttura bianca, a dispetto della sua bellissima posizione, delle ampie terrazze e dei tanti spazi a disposizione, è andata sempre più rovinandosi.

Nel 2018 l'arena è stata aperta per qualche mese grazie alla rassegna biennale d'arte Manifesta, e tanti palermitani sono accorsi alle proiezioni anche per poter mettere piede, ancora una volta, in questo spazio che per tanti ha il profumo della giovinezza.

Poi più nulla, fino a qualche mese fa quando sono stati finalmente avviati i lavori di ristrutturazione a lungo rimandati. Gli spazi torneranno in certa misura alla loro prima vocazione, con ristorante, pizzeria, gelateria e altro ancora, l'idea è tenere la Sirenetta aperta tutto l'anno, creando un nuovo polo d'attrazione nella bella Mondello.
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