ARTE CONTEMPORANEA

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Dallo Stadio all'angelo della Cappella Bonajuto: Gomez firma i murales di Catania

i silos del porto, rivestiti da simpatiche figure, il muro che circonda il carcere in piazza Lanza affrescato e gli altri: a Catania la bruttezza si combatte con l'arte muraria

Dario La Mendola
Curatore e critico
  • 1 novembre 2018

Il murales di Gomez alla Cappella Bonajuto

Vige da parecchio tempo un mutamento di prospettiva riguardo i principi che hanno permesso la diffusione dell'arte muraria.

Essa, lo sanno tutti, anche i muri che accolgono le opere, nacque come strumento della rivoluzione (e presumibilmente, acquisiti gli artisti outsider, come linguaggio del potere).

La moda ha portato le forti immagini di carattere popolare dei muralisti, facilmente leggibili e altresì apprezzabili, verso i luoghi che l'arte architettonica, assopita per circa un secolo, non era riuscita a rendere umanamente vivibili.

Per tale motivo è ormai tradizione associare i murales a "farmaco" della bruttezza espansa nelle nostre città.

Che tale "farmaco" abbia la forza di un placebo è opinione del sottoscritto e la ragione è semplicissima: la bellezza, e la maggior parte degli studiosi lo confermano, è argomento da valutare accuratamente.

A Catania, città in cui il degrado ha giocato a suo favore (indipendentemente dai discorsi retorici sulle periferie), ultimamente si sta procedendo a colmare i vuoti che l'edilizia distratta non è stata in grado di riempire se non gettando cemento.

Tra le più evidenti operazioni di arte di strada contemporanee ricordiamo, infatti, i silos del porto, rivestiti da simpatiche figure, il muro che circonda il carcere in piazza Lanza affrescato genialmente con i protagonisti antimafia, San Berillo Art District e altro ancora.

Il quartiere della Civita, stratificato storicamente, etnicamente ed esteticamente, vanta oggi di un murale firmato da Gomez dirimpetto la Cappella Bonajuto, voluta dall'omonimo proprietario, principale mecenate dell'operazione.

Inaugurato alla presenza delle autorità locali, il murale rappresenta un angelo dallo sguardo rivolto al cielo all'interno di un gruppo di colonne corinzie, tirato fuori con pennellate veloci (quattro giorni la durata della realizzazione), in scala di grigi.

Il punto forte è il nome dell'artista inciso nella parte alta dell'affresco, sulla parete ospitante il murale.

Gomez non è nuovo in quanto a operazioni di arte di strada. Suo è il lungo "poema" figurativo allo Stadio Massimino nel quale sono effigiati i miti della squadra calcistica del Catania.

Il feedback che ricaviamo da queste operazioni artistiche è notevolmente positivo. Chiunque può scrivere una statistica da quattro soldi sull'impatto dell'arte nei sentimenti umani, e si accorgerà che gli stimoli di tipo artistico hanno buone influenze sullo sviluppo di pensieri costruttivi.

Risulta strano, però, che non esistano nel 2018 incentivi pubblici che favoriscano la ricerca agli artisti, anche se tutti cercano gli artisti per "rivalorizzare" il decadimento di un sistema socio-politico.

Ma questo rammarico è oggetto di un altro problema.

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