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Fare la Targa Florio ma in bici: l'itinerario storico diventa green tra paesaggi e locande

L’idea è quella di far rivivere quelle gloriose strade tra le Madonie e mettere insieme la cultura del viaggio lento e lo sport: il circuito parte e termina alle tribune di Cerda

Dario La Rosa
Giornalista
  • 3 ottobre 2018

Le strade della Targa Florio da vivere in bicicletta, l’equazione perfetta per godersi il paesaggio ma anche l’ebbrezza della velocità in versione ecosostenibile.

L’idea è infatti quella di poter far rivivere quelle gloriose strade delle Madonie per un appuntamento che mette insieme la cultura del viaggio lento e lo sport.

Lungo i settantadue chilometri del Piccolo circuito, che parte (e termina) dalle scuderie di Cerda, ci sono infatti innumerevoli possibilità per vivere il viaggio in tutte le sue sfaccettature.

Ci sono i borghi di Cerda, Caltavuturo, Scillato e Collesano, la natura selvaggia del Parco delle Madonie e infine i sapori dei prodotti tipici di questi luoghi.

A bordo di due bici da corsa sono saliti il giornalista che scrive, impegnato anche in altri progetti di salvaguardia dell’ambiente come Plastic alle Egadi (leggi di più), e il cugino Andrea La Rosa che di professione è medico e fotografo. Insieme hanno raccontato il percorso attraverso foto e un video.

L’idea è quella di sensibilizzare all’uso di mezzi non inquinanti e al contempo di stimolare all’uso della bicicletta per esplorare la Sicilia.

Adesso lavoreremo affinché questo e magari altri percorsi dell’Isola possano diventare iniziative annuali da vivere con specifiche manifestazioni che uniscano sport e turismo.

Il percorso è vario e affascinante, adatto ha chi ha un minimo di dimestichezza soprattutto con le salite.

Il dislivello da percorrere è infatti di 1.500 metri. Si parte da Cerda, con i suoi splendidi campi di carciofi, poi si sale sino a Caltavuturo attraversando luoghi d’incanto in cui è possibile ammirare rapaci in volo, oltre ai colori cangianti di boschi e radure.

In ognuno dei centri c’è un Bar Sport in cui scambiare due chiacchiere. Uomini e donne di una certa età saranno lieti di raccontare le gesta di una gara automobilistica che è stata fra le più antiche e prestigiose del mondo.

Se ne avete voglia scoprirete cimeli ma anche racconti legati a quei giorni in cui le strade si riempivano di gente che accorreva a vedere i bolidi.

Potrete fare una sosta a Scillato, il paese dell’acqua, per vedere gli antichi mulini e sentire scorrere l’acqua proprio sotto ai vostri piedi. Infine, è immancabile la sosta al museo della Targa Florio di Collesano.

Manca il cibo? No, di certo. Di locande e macellerie ce ne sono tante, pronte a farvi assaggiare le prelibatezze del luogo che cambiano di stagione in stagione.

Alla realizzazione del progetto, che dovrebbe adesso diventare un appuntamento aperto a tutti gli amanti di viaggi in bicicletta, hanno contribuito Guerciotti cicli Milano e Cannatella cicli Palermo.

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