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Il nuovo tram va a rilento a Palermo: tra proteste e rinvii, i lavori slittano ancora

Dalla protesta per gli alberi in via Basile a un nuovo rinvio dell'avvio cantieri: facciamo il punto sulla linea C del nuovo tram. Il Rup ci spiega come cambia corso Tukory

Ferdinando Lo Monaco
Studente di Scienze della Comunicazione
  • 29 gennaio 2026

Un tram a Palermo

Continua il dibattito sulla Linea C del nuovo progetto tram, il cui avvio lavori – che era previsto entro fine gennaio – slitterà ancora. Come se non bastasse nelle ultime settimane sono sorte diverse polemiche in merito agli interventi che verranno eseguiti, primo fra tutti la rimozione dei grandi alberi presenti al centro di via Ernesto Basile.

Andiamo con ordine. Primo punto: l'ulteriore slittamento dei lavori di un mese. Secondo quanto spiegato dal Rup del progetto Tram, l'architetto Alessandro Augello, i cantieri con molta probabilità non partiranno prima di fine febbraio.

«Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha ritardato l’espressione del parere, mandandolo praticamente pochi giorni fa. Quindi ora bisogna rispondere ad alcune domande che ci hanno posto. Stiamo ricevendo dunque il tutto con un buon ritardo, quindi quella previsione che era legata a fine gennaio ad oggi potremmo spostarla anche alla fine di febbraio più che metà febbraio».

Nel frattempo monta la protesta contro la rimozione del viale alberato di via Basile. Le opposizioni, da M5s a Europa Verde, e le associazioni ambientaliste lo scorso 17 gennaio hanno protestato per dire no all'abbattimento dei grandi alberi.

«Nonostante i primi documenti tecnici prevedessero la tutela del filare alberato, l’ultimo progetto esecutivo ha cambiato rotta, condannando i Ficus microcarpa dello spartitraffico per fare spazio ai binari - ha riportato Europa Verde in una nota -. Gli alberi di via Basile sono una presenza viva, coabitanti decennali del quartiere, attori che incidono direttamente sul benessere quotidiano di chi abita e attraversa quella parte della città, già fortemente segnata dal traffico. Offrono ombra, migliorano la qualità dell’aria, rendono lo spazio urbano più vivibile. Abbatterli o spostarli significa peggiorare nettamente la qualità della vita delle persone. Per questo chiediamo al Comune di fermarsi, di rendere pubblici i dati tecnici che giustificano l’intervento e di aprire un confronto serio sulle alternative possibili».

«La decisione di rimuovere il viale alberato - ha spiegato il Rup Augello - è stata presa attraverso la relazione botanica presentata, approvata dall’Arpa, che circa 42 esemplari verranno ripiantumati. Dopodiché, per ogni albero sottratto se ne ripianteranno 2 o 3, a seconda del luogo specifico. La media si dovrebbe attestare a 2,5 alberi per uno rimosso, come peraltro prevede la norma. Poi è chiaro il fatto che ci sono degli esemplari malati che non possono essere salvati. Noi abbiamo fatto una proposta di giardino lineare sui laterali di Via Balise (che saranno accompagnati da un allargamento dei marciapiedi, ndr) con una sistemazione che sarà verde con percorrenze pedonali e ciclabili».

Ci sarà dunque «una riqualificazione totale di via Basile» spiega Augello, «con due corsie per lato, la ciclabile inglobata nei marciapiedi e la linea tranviaria in mezzo, con dei percorsi pedonali percorribili anche più larghi rispetto a quelli che ci sono attualmente. Si tratterà dunque di due veri e propri giardini laterali con pavimentazione particolare ed essenze che si sposano bene con la zona, che dunque – per quanto possano crescere – non hanno radici che possono danneggiare i marciapiedi o il manto stradale, come invece vediamo allo stato dell’arte delle cose».

A proposito di stavolgimenti, la linea C, nel suo percorso, non interessa soltanto via Basile: prosegue per esempio anche lungo tutto corso Tukory fino ad arrivare alla stazione centrale. Un’altra perplessità che molti si sono posti è infatti legata alla posizione dei binari in quella che è una delle strade più trafficate di Palermo durante gli orari di punta (e spesso non solo).

L’architetto Augello ha chiarito: «I binari di corso Tukory saranno strutturati in questo modo: ci saranno sempre due corsie, dando continuità a quella di via Basile. I binari passeranno sulla sinistra rispetto al senso di marcia. A un certo punto ci sarà una posizione che interesserà circa 400 metri dove, non essendoci lo spazio, ci sarà un binario unico dove chi arriva prima alla fermata passerà, mentre l’altro mezzo dovrà aspettare il via libera».

Se c'è chi ne chiede la sospensione, dall'altro lato c'è chi invece spera nell'avvio dei cantieri, come i sindacati, dato che per eseguire i lavori si prevede l'assunzione di circa 100 lavoratori.

«Se partono tutte e tre le tratte consegnate a Sis (l'impresa che ha vinto l'appalto per realizzare le linee A nord, B e C, ndr) stiamo parlando dell’assunzione di circa 100 persone, più l’indotto e qualche sub-appaltatore - spiega a Balarm Piero Ceraulo, segretario generale di Fillea Cgil Palermo -. Su questa vicenda ho visto associazioni come Legambiente – che rispettiamo e con cui abbiamo collaborato in alcune occasioni avendo dei punti di vista convergenti – schierarsi in merito.

Il problema è capire se prendere questo genere di posizione adesso, a un passo dall’avvio del cantiere, sia una cosa strumentale. Noi abbiamo chiesto a SIS che cosa avrebbe fatto in merito alla piantumazione degli alberi e l’azienda ci ha risposto che lungo la via Ernesto Basile si predisporranno nuovi alberi di varia tipologia. Quelli che rimuoveranno e che hanno la possibilità di essere ripiantumati saranno ricollocati in altre zone. Mentre quelli ammalorati purtroppo no».

Ceraulo invita a una riflessione: «Comprendo che ci sia da parte delle associazioni ambientaliste un sussulto. Dobbiamo però capire che lo sviluppo di una città parte anche da trasformazioni come queste. Come sindacato io auspico in un punto d'accordo che tenga conto del mantenimento del verde pubblico, rispettando anche il fatto che di mezzo ci sia il lavoro di un centinaio di operai».
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