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Il Santo "nero" di Palermo diventa murales: rinasce così una piazzetta senza nome

A Palermo, vicino un campetto noto come "Campo di bocce", alcuni volontari hanno messo a punto un intervento di pulizia e riqualificazione, con loro anche un artista

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 8 giugno 2018

San Benedetto il Moro in chiave contemporanea a Palermo

Sono stati i volontari del Mediterraneo Antirazzista, una manifestazione sportiva, artistica e culturale nata nel 2008 a iniziare a riqualificare uno slargo vicino San Saverio a Ballarò noto come Campo di Bocce.

Già, in modo spontaneo, era sorto un campetto di calcio dove giocano tutti i bambini della zona e a poco a poco negli anni il campetto è stato sistemato: ma tra il nuovo prato sintetico e le porte, a causa del vicino mercato dell'usato è sempre sommerso dall'immondizia.

Ma l'obiettivo della manifestazione Mediterraneo Antirazzista non è solo abbattere le distanze tra le culture attraverso lo sport, è anche la riconquista degli spazi pubblici.

Diversi volontari si sono dati appuntamento su quel campo per ripulirlo e insieme a loro c'era l'artista Igor Scalisi Palminteri che sta realizzando un enorme murales (la parete di sedici metri per cinque) raffigurante San Benedetto il moro.

«Ho scelto San Benedetto il Moro perché è nero - spiega Scalisi Palminteri - questo è il motivo fondamentale, noi abbiamo un Santo nero ed è bello vantarsi di questo, è stata una figura importantissima a Palermo, e poi perché è copatrono della città di Palermo insieme a Santa Rosalia e nel contesto del "Mediterraneo Antirazzista" che si svolge in questi giorni a Ballarò dove persone da diversissime provenienze giocano insieme è una figura simbolica perfetta per credenti e non credenti».

La campagna di rinascita del Campo di Bocce di Ballarò prosegue fino a sabato 9 giugno e i si è scelto questo luogo perché c'è anche un problema burocratico di assegnazione: questo spazio che non ha neanche un nome riconosciuto in quanto non è uno spazio pubblico.

«Questa iniziativa vuole accendere i riflettori per l'ennesima volta su strutture sportive in stato di abbandono - dice Massimo Castiglia, presidente della prima circoscrizione e tra i fondatori del Mediterraneo Antirazzista - che devono essere riprese e restituite alla cittadinanza soprattutto a chi in questi quartieri opera in progetti di educazione».

Questo spazio in particolare è ancora privato, suddiviso in una serie di particelle che vanno espropriate per farlo diventare pubblico a tutti gli effetti.

«L'assemblea di quartiere Sos Ballarò e la prima circoscrizione - conclude Castiglia - hanno chiesto con forza di procedere all'esproprio di queste aree di cui neanche si sa chi sono i proprietari».

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