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In Sicilia ti "salvano" anche all'ultimo minuto: come fare gli spaghetti alla Turiddu

Un piatto con diverse varianti sia tra gli ingredienti che tra i diversi racconti sulle sue origini. Quello che è certo è che delizierà il vostro palato senza sforzi eccessivi

Balarm
La redazione
  • 15 maggio 2024

Spaghetti alla Turiddu

Se in casa hai un po' di olio buono, qualche spicchio d'aglio e altri ingredienti semplici puoi realizzare un piatto che è un'opera d'arte come i sicilianissimi spaghetti alla Turiddu.

Un'idea salva pranzo o salva cena che non manca mai sulle tavole dei siciliani dove tra frigo e dispensa trovi (quasi) sempre anche capperi, pomodori, acciughe, pangrattato ovvero la nostra classica "muddica atturrata" che conferisce quella nota croccante e profumata. Il formato di pasta non è obbligatorio: si tratta di un condimento che si può utilizzare anche con linguine o spaghettoni.

Di questo piatto siciliano esistono tante varianti. In molti infatti fanno gli spaghetti alla Turiddu aggiungendo il tonno o il pesce spada al posto delle acciughe, e formaggio pecorino al posto del pangrattato. Altri invece aggiungono le olive, con un risultato simile ai famosi spaghetti alla puttanesca.

La ricetta che nella parte Orientale dell'Isola si avvicina di più alla versione classica si fa con acciughe, capperi, pangrattato e qualche pomodorino, senza esagerare.
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Anche sulle origini, come spesso accade, esistono più versioni e si raccontano storie differenti. C'è chi dice, ad esempio, che prendano il nome da una famiglia nobile di Trapani che spiegherebbe l'utilizzo del tonno, eccellenza trapanese e zona di tonnare storiche (come quella di Favignana).

C'è invece chi pensa che siano un omaggio al personaggio di "Compare Turiddu": protagonista della Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni ispirata a sua volta alla novella di Giovanni Verga che racconta di una storia d'amore, gelosie, tradimenti ambientata nel piccolo paese siciliano di Vizzini.

Un'origine romantica, come questo piatto semplicissimo e molto gustoso in qualsiasi versione decidiate di prepararla. Se preferite il tonno o lo spada, basta spezzettarli e aggiungerli nel soffritto appena l'aglio comincia a dorare. Se invece preferite il pecorino al posto del pangrattato, il consiglio è usarlo in fase di mantecatura, in modo che si crei la classica cremina che rende gli spaghetti anche più buoni.

Ingredienti per 4 persone
360 di spaghetti (o altro formato di pasta a piacere)
4 pomodorini (meglio se siciliani)
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di capperi dissalati
4 acciughe sott'olio
200 g di pangrattato
olio extravergine d'oliva qb
sale qb
1 mazzettino di prezzemolo fresco

Procedimento
Mettete una pentola capiente con l'acqua sul fuoco. Lavate i pomodori e tagliateli a metà, poi passate al ciuffetto di prezzemolo e tritatelo. In una padella versate l'olio extravergine d'oliva e lo spicchio d'aglio privato della camicia. Dopo che l'aglio diventa dorato aggiungete i pomodori tagliati a metà e le acciughe sott'olio. Fate cuocere qualche minuto finché le acciughe saranno sciolte.

In un'altra padella versate l'olio extravergine d'oliva (circa 5 o 6 cucchiai) e il pangrattato, e mescolate con un cucchiaio di legno finché il pangrattato diventa croccante e abbrustolito. Una volta raffreddato aggiungete il prezzemolo tritato. Una volta cotta la pasta, scolatela e versatela nella padella con l'olio, i pomodori e le acciughe quindi mantecate. Impiattate la pasta con una generosa spolverata di mollica "atturata".
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