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Lascia il posto fisso per seguire un sogno: Andrea, l'ingegnere palermitano del pane

Quella che per molti potrebbe essere una pazzia, per lui è il presupposto di un progetto ben chiaro e definito. Tutto dipende da come si fanno le cose. La sua storia

Anna Sampino
Giornalista
  • 7 marzo 2022

Andrea Sortino con il suo dolce preferito, il panettone

Avere il "posto fisso" non sempre fa la felicità. Lo sa bene Andrea Sortino, palermitano di 31 anni, che circa 4 anni fa ha deciso di mollare una ben avviata carriera da ingegnere elettronico per dedicarsi alla sua passione più grande: fare il pane.

Una follia? Per molti forse, ma non per lui che finalmente ha un lavoro che lo gratifica. Soprattutto, non è una pazzia se dietro una scelta simile c'è un progetto chiaro e definito. Insomma, tutto dipende da come si fanno le cose.

Infatti dire solo che oggi Andrea "fa il pane" sarebbe riduttivo. Potremmo definirlo più un "ingegnere del pane": non gli basta fare impasti, lui deve capire i processi di fermentazione e dominarli. Roba da ingegneri, c'è poco da fare! "Il mio lavoro consiste nel realizzare il miglior prodotto possibile grazie alla giusta fermentazione, con un processo che io ho analizzato e guidato", spiega.

Oggi fa il panificatore ma anche il consulente per aziende e laboratori che lavorano prodotti da forno e si occupa di formazione, tenendo corsi professionali online e in giro per l'Italia (e non solo). "Apprendere i processi e studiare nuove tecniche da mettere poi a disposizione degli altri sono le cose che più mi gratificano del mio lavoro. La chiave della felicità sta tutta qui: condividere la conoscenza acquisita dopo tanta ricerca e studio sul campo".
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Ma come è arrivato Andrea a trovare la sua "chiave della felicità"? Ha 31 anni, in fondo non ci ha messo molto. "Avevo un lavoro a tempo indeterminato come ingegnere elettronico presso una grande azienda di Rieti. Lavoravo a progetti importanti, per giunta gratificanti. Ma non ero soddisfatto. Sentivo che mi mancava qualcosa. Fino ad allora avevo fatto tutto il percorso che andava fatto nell'ambito del mio settore di studi".

Dopo il diploma all'istituto industriale Vittorio Emanuele III di Palermo, si iscrive alla facoltà di Ingegneria, dove consegue la laurea triennale e poi la magistrale. "A quel punto inizio a lavorare come ingegnere per diverse aziende, girando un po' per l'Italia. A Rieti vengo assunto a tempo indeterminato da un'importante azienda. Facevo un bel lavoro e interessantissimo, non lo nego. Ma non ero soddisfatto a pieno. Quando rientravo a casa, il mio pensiero era sempre riuscire a fare un buon impasto".

"Poi finalmente ho capito che il mio futuro era stare con le mani in pasta, letteralmente, quando guardando davanti a me, mi sono immaginato già grande, anziano. E mi sono chiesto: ma continuando così domani potrò dire di aver vissuto felice?". Ecco scattare la molla che dà una svolta radicale alla sua vita.

Decide di lasciare il lavoro da ingegnere e di dedicarsi alla panificazione. Come l'hanno presa in famiglia? "Non bene", dice Andrea con una risata che lascia intendere una scelta accettata a fatica dai suo familiari. Almeno all'inizio. Oggi certo non è più così, tanto che la mamma è tra le sue prime fan.

Comunque lui va per la sua strada. "Avevo in mano la chiave della mia felicità - racconta -. Dovevo solo trovare la porta giusta. Abitare a Roma mi ha aiutato molto nella formazione. Qui ho potuto studiare e seguire corsi tenuti dai più grandi maestri panificatori. Il mio obiettivo non era solo fare il pane, ma farlo ad un certo livello professionale e studiare. Volevo diventare un esperto".

"Io volevo capire i processi. Ciò che mi ha sempre affascinato è la fermentazione: creare qualcosa da pochi ingredienti e vederlo crescere. Usare tecniche tradizionali ma con occhio esperto e moderno. Per esempio, usare la pasta madre significa lavorare materia viva. All'interno ci sono batteri e lieviti che seguono il mio gioco, sulla base di tempi, temperatura, farine, che gestisco io. Solo così ottengo qualcosa di mio, la mia impronta. È come un artista con il suo quadro".

Sono serviti anni di ricerca e studio (iniziati già quando impastare era solo un hobby), ma Andrea è riuscito a imboccare la strada giusta. Oggi è consulente presso aziende e laboratori come esperto di panificazione: si occupa di ottimizzare i processi di produzione, di formazione professionale, di creare ricettari o di avviare processi nuovi.

"In estrema sintesi, cerco di dare ordine e organizzazione al lavoro unendo l'arte tradizionale della panificazione alle nuove tecnologie. Nel frattempo sto cercando di studiare nuove tecniche e processi per metterli a disposizione di chi segue i miei corsi".

Insomma, di ambizioni Andrea ne ha ancora tantissime. E c'è un progetto che gli sta a cuore più di tutti: tornare in Sicilia, nella sua Palermo, città in cui vive la sua famiglia d'origine e dove ha scelto di sposarsi, sebbene la moglie sia toscana.

"Quello di tornare è un mio progetto di vita. Spero di farlo un giorno. Io ho girato parecchio e posso dire che la Sicilia è uno dei posti più belli che esistano. È una terra ricca di risorse ma povera di opportunità. Spero però di trovare la mia e tornare. Magari lanciando una ricetta, tutta nuova, di panettone, alla quale lavoro da anni". E noi glielo auguriamo!
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