CURIOSITÀ
Lo “scrocco” come stile di vita: ma da dove deriva questo termine che piace ai siciliani?
Poche e semplici sono le tecniche usate da un “scroccone” d’esperienza: approfittare del passaggio offerto da un amico o aver offerto il classico cocktail a costo zero
Il minimo sforzo per il massimo risultato, il che potrebbe tradursi anche nell’arte di saper vivere una vita "a scrocco".
Poche e semplici sono le tecniche usate da un “scroccone” d’esperienza: ad esempio, che sia per andare a lavoro, ad una festa o dall’altra parte della città basta approfittare del passaggio di un amico anziché prendere il proprio mezzo, oppure per garantirci di aver offerto da qualcuno di nostra conoscenza il classico cocktail a costo zero basta dire le semplici paroline magiche "a che ci sei, ne prendi uno anche per me?".
Nella sua forma di sostantivo maschile, in italiano la parola “scrocco” significa letteralmente l’usufruire di qualcosa senza pagare ossia in pratica il godimento a spese altrui e infatti anche la voce del verbo “scroccare” significa ottenere qualcosa a spese d’altri, quindi senza merito. Ma qual’è l’origine etimologica di questo termine e dell’espressione vivere “a scrocco”?
In realtà tutto deriva dalla parola italiana “crocco”, cioè l’uncino (o voce del verbo uncinare) che, per definizione, è quell’utensile tipico dei pirati che per la sua particolare forma ricurva e appuntita si presta ad infilzare o ad acchiappare qualcosa molto rapidamente: in sostanza, “scroccare” qualcosa evoca il movimento repentino dell’afferrare qualcosa al volo arpionando l’uncino, ossia il crocco, all’oggetto desiderato.
Preceduto da una iniziale “s” derivativa, il termine “s-crocco” e così anche il conseguente verbo all’infinito “s-scroccare” è stato utilizzato nell’uso e nel parlare comune come un ironico e divertente sinonimo che sta ad indicare tutte quelle situazioni di sfacciataggine in cui qualcuno, scroccando, riesce ad accaparrarsi un “indebito vantaggio” ottenendo qualcosa gratis o a spese di altri.
Un must della risata e dello sfottò anche in Sicilia.
Poche e semplici sono le tecniche usate da un “scroccone” d’esperienza: ad esempio, che sia per andare a lavoro, ad una festa o dall’altra parte della città basta approfittare del passaggio di un amico anziché prendere il proprio mezzo, oppure per garantirci di aver offerto da qualcuno di nostra conoscenza il classico cocktail a costo zero basta dire le semplici paroline magiche "a che ci sei, ne prendi uno anche per me?".
Nella sua forma di sostantivo maschile, in italiano la parola “scrocco” significa letteralmente l’usufruire di qualcosa senza pagare ossia in pratica il godimento a spese altrui e infatti anche la voce del verbo “scroccare” significa ottenere qualcosa a spese d’altri, quindi senza merito. Ma qual’è l’origine etimologica di questo termine e dell’espressione vivere “a scrocco”?
In realtà tutto deriva dalla parola italiana “crocco”, cioè l’uncino (o voce del verbo uncinare) che, per definizione, è quell’utensile tipico dei pirati che per la sua particolare forma ricurva e appuntita si presta ad infilzare o ad acchiappare qualcosa molto rapidamente: in sostanza, “scroccare” qualcosa evoca il movimento repentino dell’afferrare qualcosa al volo arpionando l’uncino, ossia il crocco, all’oggetto desiderato.
Preceduto da una iniziale “s” derivativa, il termine “s-crocco” e così anche il conseguente verbo all’infinito “s-scroccare” è stato utilizzato nell’uso e nel parlare comune come un ironico e divertente sinonimo che sta ad indicare tutte quelle situazioni di sfacciataggine in cui qualcuno, scroccando, riesce ad accaparrarsi un “indebito vantaggio” ottenendo qualcosa gratis o a spese di altri.
Un must della risata e dello sfottò anche in Sicilia.
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