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Le ragioni della musica

Balarm
La redazione
  • 11 marzo 2004

Le associazioni che storicamente hanno segnato la vita musicale siciliana, venerdì 11 marzo riunitesi all’ Excelsior Palace Hôtel da Palermo, hanno aperto congiuntamente un dibattito sui temi della politica culturale dell’Assessorato dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione della Regione Siciliana, con particolare riferimento alle problematiche della legislazione vigente e dei criteri di assegnazione dei contributi pubblici. I lavori, coordinati da Dario Oliveri, sono stati aperti da Francecso Agnello, presidente AIAM-AGIS (Associazione Italiana Attività Musicali), seguito da Giovanni De Santis, presidente CLACS (Coordinamento Lavoratori delle Associazioni Concertistiche Siciliane).

Per la prima volta si è creato un tavolo omogeneo di discussione, attorno al quale si sono unite differenti realtà siciliane, dalle storiche associazioni di musica classica (Accademia Filarmonica di Messina; Associazione Amici della Musica “R. Lucchesi” di Vittoria, Associazione Amici della Musica “S. Cicero” di Cefalù, Associazione Amici della Musica di Alcamo, Associazione Amici della Musica di Trapani, Associazione Bellini di Messina, Associazione per la Musica antica “Antonio Il Verso” di Palermo, Associazione Siciliana Amici della Musica di Palermo, Associazione Siracusana Amici della Musica, Filarmonica Laudamo di Messina), ad un gruppo di associazioni di musica jazz rappresentate da Pompeo Benincasa di Catania Jazz. Fra gli altri intervenuti c’è stato anche Aldo Lombardo dell’Associazione Kandinski di Palermo, l’onorevole Gianni Parisi che è stato fra i promotori della Legge Regionale n. 44 del 1985 che ancor oggi regola i finanziamenti alle associazioni musicali. Fra i presenti anche due componenti la commissione cultura dell’Ars, on. Vitrano e on. Sammartino.



La principale motivazione che ha sostanziato quest’incontro è la distribuzione non conforme alla legge dei contributi. Le associazioni auspicano una revisione dei soggetti che ricevono fondi dalla Regione, dal momento che negli ultimi anni sono diventate un numero eccessivo che ha provocato una frantumazione delle risorse stesse. La discussione ha portato all’approvazione di un documento unitario qui in allegato.

I presidenti, i dirigenti, i collaboratori e i dipendenti delle associazioni concertistiche siciliane informano la stampa e l’opinione pubblica del fatto che:

1) Le conseguenze della distribuzione a pioggia delle risorse messe a disposizione dall¹Assemblea Regionale e dal Governo per il sostegno delle associazioni concertistiche siciliane, voluta dall’Assessorato dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione, sono ricadute pesantemente su quelle istituzioni musicali che svolgono, con continuità e da lungo tempo, un’attività musicale di buon livello, per un pubblico numeroso, attraverso strutture stabili che si avvalgono di collaboratori e dipendenti specializzati.

2) Le risorse di cui disponeva, per l’esercizio 2003, l’Assessorato dei Beni Culturali, Ambientali e della Pubblica Istruzione, sarebbero state di per sé sufficienti a mantenere il sostegno regionale agli stessi livelli del passato, se non fossero state ripartite fra 117 soggetti di cui solo una piccola parte appare meritevole di ricevere un contributo regionale sulla base della Legge vigente e del buon senso. Va ricordato che lo Stato Italiano finanzia soltanto 239 associazioni in tutto il territorio nazionale e la Regione Lombardia soltanto 11.

3) Le difficcoltà nelle quali si dibattono le fondazioni pubbliche (e in special modo l’Orchestra Sinfonica Siciliana) e adesso anche le associazioni concertistiche, rischiano di trasformare la nostra regione in un “deserto musicale”.

I presidenti, i dirigenti, i collaboratori e i dipendenti delle associazioni concertistiche siciliane chiedono pertanto al Governo Regionale di disporre con urgenza:

A) Una verifica dell’attività realizzata da tutte le 117 associazioni finanziate dall’Assessorato, dei criteri adottati per la ripartizione delle risorse e della corrispondenza di tali criteri a quanto previsto dall'art. 1 della Legge n. 44/85 che recita: «La Regione Siciliana considera le attività musicologiche, musicali, jazz e con un servizio di rilevante interesse culturale e sociale. A tale scopo favorisce la ricerca, la conoscenza e l¹ampia divulgazione della cultura musicale nel proprio territorio».

B) L’immediato ripristino di una commissione consultiva formata da autentici esperti di una materia, che non è costituita dalla “musica” nel senso generico del termine, bensì dall e problematiche attinenti alla “organizzazione musicale”. Tale Commissione dovrebbe confrontarsi  a inizio, durante e a conclusione dei suoi lavori (da ultimarsi al più tardi agli inizi di maggio di ogni esercizio  con alcuni rappresentanti delle associazioni concertistiche, per l’esame dei problemi, per la promozione di iniziative di coordinamento e per la definizione di una strategia generale di sviluppo.

C) La definizione dei soggetti finanziabili, limitatamente a quelli che realizzano effettivemente manifestazioni musicali di livello e servizi di interesse culturale.

D) L'incremento del capitolo n. 377722 del bilancio regionale dell'esercizio 2004 nella misura del 15% da destinare alle migliori associazioni concertistiche delle tre fasce. Sarebbe anche opportuno che alcune associazioni incluse nella terza fascia che hanno maturato i requisiti ai sensi della Legge n. 44/85 e che vantano un¹attività di buon livello fossero inserite nella seconda fascia.

E) Una riorganizzazione degli uffici dell'Assessorato tale da garantire una riduzione dei tempi di smaltimento delle pratiche di assegnazione e di liquidazione dei contributi. È infatti evidente che le associazioni hanno il diritto di conoscere in tempo le entrate sulle quali possono contare, nonché i contenuti delle Circolari (si fa notare che ad oggi non è ancora stata apparsa sulla Gazzetta Ufficiale, la Circolare che fissa le procedure per l'assegnazione e la liquidazione dei contributi afferenti all'esercizio 2004).

F) L’estensione alle associazioni concertistiche della facoltà, già concessa alle istituzioni pubbliche, di contrarre mutui di quindici anni di durata massima, garantiti dalla Regione, per un’entità non superiore al 75% del contributo regionale assegnato nell’esercizio precedente. Contestualmente dovrebbe essere concessa anche la possibilità di introdurre i relativi ratei tra le spese ammesse ai fini della liquidazione dei contributi. Tale provvedimento renderebbe possibile il ripianamento dei deficit determinati dalla flessione del sostegno regionale e al contempo il realizzarsi di investimenti finalizzati al potenziamento del patrimonio delle associazioni (compresi l'acquisto di strumenti musicali, il restauro delle propri sedi, etc.). Va tenuto presente che la comunicazione dell’assegnazione del contributo regionale alle singole associazioni ha avuto luogo, lo scorso anno, addirittura la settimana successiva alla fine dell'esercizio di riferimento (2003): con tutta evidenza fin troppo tardi per tentare di effettuare variazioni di bilancio finalizzate alla riduzione dei deficit.




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