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Mentre Birgi boccheggia, in Sicilia si pensa a un nuovo aeroporto (privato) a Enna

Atterreranno voli cargo e jumbo per le merci ed i turisti: il costo, che oscilla tra un miliardo e un miliardo e mezzo di euro, sarà coperto da capitali privati

Balarm
La redazione
  • 17 aprile 2019

Forse presto ci sarà un altro aeroporto a Enna, una sede distaccata dell'aeroporto di Catania che faccia solo tratte intercontinentali. Infatti, proprio a Catania è nata una società per azioni a capitale interamente australiano: la Victoria Aviation Group.

Lo scopo della sociatà dovrebbe essere quello di realizzare nuove infrastrutture aeronautiche e servizi di manutenzione aerea a supporto dell'ampliamento verso l'interno della Sicilia del sistema aeroportuale di Catania in una prospettiva di sviluppo intercontinentale del trasporto aereo siciliano.

Magari, per e dalla Sicilia, finalmente potremo evitare di fare più scali e perdere ore e giorni in giro per il mondo prima di arrivare alla meta scelta.

La società è stata presentata alla Kore di Enna perché - a quanto pare - è su quel territorio che dovrebbe sorgere il nuovo aeroporto.

È stato sottolineato che la realizzazione di una pista di almeno 5 km consentirà l'atterraggio di voli cargo e jumbo per le merci ed i turisti; previsto anche un centro di manutenzione dei velivoli, con una stazione di rimessaggio e autofficina degli aerei, unico in Italia, e, ovviamente, tutte le infrastrutture viarie di collegamento con l'aeroporto di Catania.

Il costo previsto, che oscilla tra un miliardo e un miliardo e mezzo di euro, sarà coperto esclusivamente da capitali privati.

Una staordinaria opera che, è stato evidenziato, al netto della manodopera per la realizzazione dei lavori, dovrebbe dare occupazione a più di 2000 persone.

Alcuni anni fa, infatti, è stato elaborato un progetto dall'Università ennese per l'ampliamento delle potenzialità dell'aeroporto di Catania, basate su una seconda pista prevista proprio in territorio Centuripe in provincia di Enna.

Intanto per salvare l'aeroporto di Birgi, la Regione punta a investimenti pubblici e privati: il presidente della regione Musumeci assicura infatti che Birgi non chiuderà e che perfino l'aeroporto Falcone Borsellino potrebbe siglare un accordo con lo scalo di Trapani per evitare la chiusura.

La Regione ha messo finora su Birgi 12 milioni e mezzo e altri 23 ne metterà per attivare le tratte sociali che collegheranno a breve l'aeroporto con Brindisi, Ancona, Trieste e Napoli.

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Le compagnie aeree d'altro canto latitano: nessuna compagnia tra Alitalia e Ryanair ha manifestato interesse a volare sullo scalo del Vincenzo Florio. Se non dovesse concludersi la trattativa Musumeci proporrà alla Sac, società che gestisce l'aeroporto di Fontanarossa a Catania e ora anche Comiso, di acquistare Airgest (che gestisce Birgi).

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