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Potrebbe diventare patrimonio Unesco: l'imponente Settimana Santa di Caltanissetta

A questo punto è necessario vedere di persona una delle più antiche e magnifiche manifestazioni legate alla tradizione religiosa: chi è in Sicilia non può perdersela

Balarm
La redazione
  • 18 aprile 2019

Caltanissetta durante la settimana santa

Una manfestazione che se non si è mai vista si stenta a crederci: la Settimana Santa di Caltanissetta è uno dei più noti e grandi eventi legati alla tradizione della Pasqua, si ripete da secoli e a febbraio del 2020 verrà candidata a Patrimonio immateriale dell'Unesco.

A sostenere la candidatura della Settimana Santa sono ben 10 nazioni europee oltre alle 40 città italiane coinvolte, tra cui appunto Caltanissetta.

L'obiettivo vero della candidatura non è però il riconsocimento ma piuttosto abituare la comunità alla consapevolezza di ciò che possediamo, anche se è "immateriale": «Consapevolezza è la base dell'orgoglio identitario e pertanto all'esigenza che ognuno nel proprio ruolo sente di tramandare quel patrimonio secolare di generazione in generazione» ha detto Patrizia Nardi, esperta Unesco.

Cosa accade durante la settimana che precede la Pasqua a Caltanissetta? Accade che il centro storico ospita diverse manifestazioni religiose che si concatenano l'un l'altra, dalla domenica delle Palme alla domenica di Pasqua (quest'anno il 21 aprile).

Un grandissimo, davvero grandissimo, avvenimento attira ogni anno migliaia di turisti e per l'importanza e la tradizione che porta con sé, è gemellato con la Settimana Santa di Siviglia, in Spagna: il programma è davvero fitto tra processioni e rappresentazioni (leggilo cliccando qui).

Si parte per esempio dalla domenica delle Palme con la processione di Gesù Nazareno che parte all'imbrunire: un momento che affonda le sue radici tradizionalmente da fine Ottocento ma che ha origine oltre 400 anni fa e che si conclude con i fuochi di artifcio.

Il lunedì successivo 26 in serata ha luogo la rappresentazione dell'Ultima Cena in Cattedrale: in una scenografia naturale di silenzio e contemplazione Gesù si appresta a consumare l'ultima cena di Pasqua della sua vita terrena. gli attori rivivono i momenti e i simboli di un Seder ebraico. I bambini e gli apostoli, canteranno una Haggadah di Pasqua, mentre Giuda in un avvincente monologo spiega le ragioni del suo tradimento.

Il grande corteo romano e il pretorio si svolge il Martedì Santo: Gesù è portato da Pilato durante un corteo che si snoda per le strade del centro storico tra attori e figuranti, una biga romana e cavalieri a cavallo che raggiungono la gradinata Silvio Pellico dove viene rappresentato il Pretorio.

Ancora martedì si svolge la Via Crucis seguita dalla rappresentazione della passione e della morte di Gesù, si termina in piazza Luigi Capuana con la rappresentazione sacra ”Crocifssione e morte di Gesù – a Scinnenza".

Tra giochi d'artificio, rappresentazioni e processioni, il Mercoledì Santo inizia di mattina con il corteo della Real Maestranza: riunione del corpo dei Cerimonieri e le Categorie della Real Maestranza con la banda musicale.

In particolare, sull'imbrunire, le vie del centro sono percorse dalla processione delle Varicedde: i Piccoli Gruppi Sacri. Sin dalla fine dell'Ottocento gruppi di ragazzi - i carusi delle miniere, gli apprendisti di bottega, i figli degli artigiani, gli studenti - diedero vita ad un corteo di piccoli gruppi che riproducevano in forma ridotta le Vare del Giovedì santo che oggi sono una ventina e rappresentano i momenti più significativi della passione di Cristo.

Le Vare arrivano l'indomani a tradizione del Giovedì Santo come devozione delle Congregazioni: si trovano nella piazza centrale accompagnate da varie bande musicali provenienti da tutta la Sicilia e sono addobbate con fiori e frutti, segno di devozione delle corporazioni che le custodiscono.

La processione interessa tutte le vie del centro storico fino a notte inoltrata, quando cioè i gruppi sacri si ritrovano nuovamente in piazza Garibaldi per dare poi l'ultima emozione ai fedeli cittadini con la "Spartenza", la separazione delle "vare" per le vie della Città scomparendo nel silenzio che accompagna i devoti al lutto del Venerdì Santo.

Il Venerdì Santo è il giorno del Cristo Nero: giorno di lutto e di silenzio. Il Signore della Città porta in processione un Crocifisso ligneo quattrocentesco partendo da un'antica chiesetta nel quartiere popolare di San Francesco.

Alla processione partecipa tutta la maestranza in abiti di lutto, con il suo capitano, il vescovo con tutto il clero, tutte le suore, i monaci, le confraternite, le congregazioni religiose, e il Cristo nero è seguito da una gran folla di persone, per la maggior parte a piedi scalzi per sciogliere un voto o per chiedere una grazia.

La domenica di Pasqua ecco il Corteo della Via Dolorosa e la Resurrezione: il mondo è a lutto, l'intera città piange la morte di Cristo che viene deposto nel suo sepolcro.

Il Capitano della Real Maestranza rende tradizionalmente omaggio al Vescovo che, accompagnato dal Gran Cerimoniere, saluta le Autorità civili e militari e passa in rassegna le Categorie schierate per raggiungere in corteo la Cattedrale dove sarà celebrata la solenne messa di Pasqua.

In serata parte il Corteo dell’Addolorata che culmina infine con la Resurezione di Cristo.

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