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Sembra una bufala ma non lo è: in Sicilia nasce un Comune e lo chiamano Misiliscemi

Il nuovo Comune sarà formato dalla fusione delle frazioni di Trapani: Fontanasalsa, Guarrato, Rilievo, Locogrande, Marausa, Palma, Salinagrande e Pietretagliate

Balarm
La redazione
  • 26 settembre 2019

La "Torre di mezzo" a Marausa

Misiliscemi si appresterebbe ad ottenere l'ok definitivo, da parte dell'assemblea regionale siciliana, per divenire nuovo Comune. È stato infatti concluso l'iter che porta alla nascita del nuovo paese formato dalla fusione delle frazioni di Trapani: Fontanasalsa, Guarrato, Rilievo, Locogrande, Marausa, Palma, Salinagrande e Pietretagliate.

L'iter per la nascita del Comune di Misiliscemi è ormai concluso: il neo Comune della provincia di Trapani potrebbe ottenere l'ok definitivo da parte dell'assemblea regionale e all'assessorato regionale agliEnti locali, sarebbe pronto il decreto che lo istituisce, "Mancano solo due relazioni - afferma Salvatore Tallarita, dell'Associazione Misiliscemi - quella dell'ufficio legale e quella di ragioneria!.

Ricordiamo che l'iter è iniziato quando l'Associazione Misiliscemi avviò le iniziative per un referendum istitutivo del nuovo Comune e per staccarsi da qello di Trapani: era il 27 maggio del 2018 e la proposta fu approvata con 3.336 voti favorevoli e 391.



Il nome: Misiliscemi nasce da "Masil Escemu" di origine araba e significa "torrente o luogo ove scorre l'acqua elevato".

Il territorio era infatti attraversato da un torrente chiamato cosìche nasceva dall'altura e sfociava nel mar Mediterraneo, nei pressi della salina San Francesco. Il luogo era inoltre costeggiato dall'antica trazzera Regia del Mazaro, la "Via degli Arabi", che ha segnato il percorso dalla città alla campagna per molti anni e che molto probabilmente ha ereditato l'antico tracciato della via Consolare romana, che collegava Drepanum a Lilybeum.

Il toponimo "Masil" ricorda la fitta serie di "Manzil" di cui la Sicilia era punteggiata: i Manzil erano luoghi di sosta dove si scendeva da cavallo, probabilmente casali abitati da poche famiglie. Sul versante sud-ovest del territorio degli odierni Comuni di Trapani e Paceco si estendevano ben otto territori, di cui tre autentici Manzil: Misiligiafari, Misilcharari (Fontanasalsa) e Misiliscemi, mentre altri posti di rilevanza storica sono Kinisia ("chiesa", che comprende anche il toponimo tardo di Rilievo), Ballotta ("quercia"), Marausa ("pascolo povero"), Nubia ("terra d'oro") e Xitta ("luogo sabbioso o paludoso").

Il feudo di Misiliscemi, antico tenimentum di origine araba, era legato alla storia della famiglia trapanese de Sigerio, una delle più potenti della città, che più tardi, nel secolo XVII, avrebbe assunto il cognome di Sieri Pepoli.

Il feudo Misiliscemi, investì, per alleanze matrimoniali e politiche, il destino e le fortune di un gruppo di famiglie trapanesi, importanti nella storia della Sicilia dall'età federiciana al periodo aragonese.

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