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Si chiama "ficazza" ma è un salame (di tonno): la cucina siciliana oltre il pornfood

Una vera e propria salsiccia, ma di mare: la "ficazza" è una parte prelibata del tonno, un piatto raro che si mangia crudo o con un filo d'olio e limone. Da scoprire

Dario La Rosa
Giornalista
  • 25 luglio 2018

La ficazza di tonno

Si chiama "Ficazza" ma in realtà è un salame: è così che il tonno, in tempo di Sex and the City e marce arcobaleno, mette tutti d’accordo in tema di foodporn.

Sembra che non abbia colpe, ma il cibo è davvero il trait d’union fra le controversie di ogni genere e tipo. Se poi in questo mix di sesso e buon gusto ci si mette di mezzo il tonno, che è considerato il maiale del mondo marino, allora il gioco è fatto.

A tempo di tonnare e in parte ancora oggi a livello industriale, del tonno non si buttava proprio nulla. Ed è così che, nel trapanese, la “busunagghia” (la parte nera e grassa vicino alla pancia) e i resti di carne vicino alla lisca venivano impastato e pressati insieme a sale e tanto pepe in un budello.

Proprio come una salsiccia ma di mare. Nera proprio come una carruba, a Favignana la chiamavano carrubedda riferendosi al colore, questo salame aveva un nome in ogni luogo in cui veniva prodotta.

Oggi la si trova sotto vuoto e viene impacchettata in qualche stabilimento siciliano di lavorazione del pesce. Nei negozietti di alimenti tipici vicino al mare non è impossibile poterla comprare.

Alle Egadi ne abbiamo preso un pezzetto e già dal costo abbiam capito che oggi la Ficazza è cosa rara: circa 50 euro al kg.

Sotto la lingua è un’immenso piacere culinario fatto di acqua salata e pepe. Tagliata a fettine la si può gustare sia “a crudo” che con un filo di olio e limone.

Che ognuno segua il proprio istinto... più foodporn dì così!

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