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Torna l'ora solare e "accanziamo" un'ora di sonno: orologi (e cellulari) indietro di 60 minuti

L’ora solare resterà in vigore fino alla notte fra sabato 26 e domenica 27 marzo 2022, ovvero l'ultimo weekend di marzo 2022, quando si rifarà il cambio

Balarm
La redazione
  • 25 ottobre 2021

Farà buio prima ma guadagneremo un'ora di luce in più alla mattina. Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre si passerà dall'ora legale all'ora solare.

Gli orologi (o meglio i nostri cellulari) dovranno essere spostati indietro di 60 minuti, dalle 03 alle 02, e si dormirà un'ora in più.

L’ora solare resterà in vigore fino alla notte fra sabato 26 e domenica 27 marzo 2022, ovvero l'ultimo weekend di marzo 2022, quando si rifarà il cambio.

Da tempo si sente parlare dell'abolizione dell'ora legale che pare dovrebbe dovrebbe diventare realtà in diversi paesi europei. Ovviamente le polemiche non mancano, anche qui in Sicilia. Il Parlamento europeo ha fissato l'addio all'ora legale, lasciando ogni Stato libero di scegliere quale orario mantenere.

In termini di risparmio, secondo Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale, con il ritorno dell'ora legale in Italia abbiamo avuto "positivi impatti per il sistema energetico dal punto di vista elettrico, ambientale ed economico".



«Nel 2020 i benefici dell'ora legale hanno determinato un risparmio pari a 400 milioni di kWh (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 150 mila famiglie), - dicono dall'azineda - un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 205mila tonnellate e a un risparmio economico pari a circa 66 milioni di euro».

Lo scorso anno i valori sono stati fortemente influenzati dalla complessiva riduzione dei consumi energetici, dovuta alla chiusura delle attività per effetto dell'emergenza sanitaria da Covid-19.

Terna ha rilevato inoltre che dal 2004 al 2020 il minor consumo di elettricità per l'Italia, dovuto all'ora legale, è stato di circa 10 miliardi di kilowattora e ha comportato un risparmio per i cittadini di 1 miliardo e 720 milioni di euro.
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