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Da Rosa Balistreri alle antiche novene: i brani di Natale nati e tramandati in Sicilia

Anche la Sicilia ha una lunga tradizione di canti natalizi: da "È la notti di Natali" di Rosa Balistreri alle novene, ecco i brani in dialetto che accompagnano le feste

Caterina Damiano
Giornalista e Coordinatrice di redazione di Balarm
  • 24 dicembre 2017

Forse sono soprattutto i nonni a ricordarlo, ma le canzoni di Natale non sono soltanto "Jingle Bells", "White Christmas" e annessi e connessi.

Esistono dei brani tutti siciliani nati per accompagnare questo periodo e la verità è che rischiamo di dimenticarli, perdendo un pezzo di quella tradizione che ci rende ciò che siamo.

Tra i canti che non dovremmo scordare c'è sicuramente "È la notti di Natali", eseguita da Rosa Balisteri: un canto presente in tutti i libri di raccolta di canzoni siciliane che racconta non solo della nascita del Bambin Gesù ma anche delle abitudini che circondano questo momento.

La stessa cantautrice siciliana eseguì "Sutta a un pedi" (ascolta la canzone), un brano antico che esorta e invita i pastori a non dormire e a rendere omaggio alla nascita di Gesù, sistemato sutta un pedi di nucidda c’è na naca picciridda.

Di origine anonima e sconosciuta, probabilmente è la cantilena "E nasciu lu bammineddu" (ascolta la canzone), ancora eseguita in diversi paesi e spesso usata come ninna nanna, specialmente - non occorre dirlo - nel periodo delle festività.

Decisamente più movimentata è "Quannu Cesari jiccau lu bannu" (ascolta la canzone), brano ritmato nato a Castellammare del Golfo, che racconta la decisione di fuggire presa da Giuseppe e Maria. Più simile alle nenie invece è "Balla balla bammineddu" (ascolta la canzone).

Esistono inoltre canzoni e antiche novene nate nei paesi: ne sono esempi "Chidda notti disiata", nata a Cefalù, "Acqua, Nivi e Ventu Forti", nata a Mazara del Vallo e "A la notti di Natale", un testo breve nato a Palermo (ascolta la canzone).

Per concludere, una curiosità: tra i canti popolari raccolti e illustrati da Giuseppe Pitrè compaiono anche quelli di Natale che, come testimoniano i suoi scritti, erano eseguiti a cappella o accompagnati da strumenti grezzi, come lo scaccia pensieri o il friscalettu.

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