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Come si spiega a un bambino che due uomini si baciano? Gli si spiega l'amore

Alla parata del Palermo Pride, in mezzo ai carri delle associazioni, c'era un trenino pieno di "famiglie Arcobaleno": i bambini hanno ben noto il codice dell'amore

Giulia Noera
Giornalista e nuotatrice
  • 24 settembre 2018

Non c'è niente di più bello, su questa terra, dell'amore e non c'è niente di più puro delle domande sull'amore da parte dei bambini.

L'ho imparato tardi, io. In realtà molto attraverso i miei tre nipoti, ma mai avevo provato il desiderio di diventare genitore, ne mi ero occupata di "bambini", di come crescono, di cosa gioiscono, cosa serve per farne domani degli adulti, belli dentro.

Poi, è successo che Cristina, (lei) mia amica/sorella (mi piace definirci così) ha scelto'di diventare madre.

Ed io, all'inizio senza alcun entusiasmo, ho scelto di sostenerla e starle accanto quotidianamente, visto che affrontava da sola questa esperienza.

Ed eccomi qui, cinque anni dopo, entusiasta con Marina, Dodo e Cristina e nonno Turi sul trenino delle Famiglie Arcobaleno, che ieri ha sfilato per la parata del pride palermitano.

Chi l'avrebbe mai detto? Sono cinque anni che tutti quelli che mi conoscono, mi prendono in giro (anche se ormai, sono rassegnati!): "Giulia, tu che i bambini li vedevi solo...in fotografia!".

Ebbene si, sono strafatta di loro. E quindi ieri, tutti insieme, ci siamo fatti questo giro per la festa dell'amore per tutti. Perchè, i bambini, lo sanno, lo sentono: il codice dell'Amore è ben noto ai bambini.

«Marina, ma come si chiama tuo padre?» chiese una volta una bambina all'asilo. «Io non ho papà» è stata la sua risposta.

E la bambina, incalzando: «Ma tutti hanno un papà, vero?» rivolgendosi a me. Ed io, in quel momento, non trovavo bene le parole per spiegare a quella bambina la situazione. Ma mi è venuta incontro Marina stessa che, quando deve catturare la mia attenzione mi prende il viso fra le mani e mi dice «Ci penso io a spiegare perchè non abbiamo un papà».

E così fece. In maniera naturale e la bambina dell'asilo capì che ci sono anche forme differenti di volersi bene ed essere una famiglia. Sul trenino, eravamo in tanti, tutti arcobaleno: l'associazione che dal 2005 tutela i diritti di chi crede che famiglia non sia solo la biologia, ma un concetto molto più ampio, basato sull'assunzione di responsabilità genitoriale.

I bambini sul trenino non hanno fatto altro che divertirsi, osservare, fare domande: perchè questi bambini, vorrei dire sommessamente (ma non troppo) hanno una marcia in più, data proprio dalla loro situazione non omologata, che li porta da subito ad essere più curiosi e più aperti nei confronti del mondo che li circonda.

Parlargli di omosessualità significa parlare di sentimenti, perciò le parole da usare con i bambini sono le stesse che useremmo per parlargli dell’amore. Tutto qui, molto semplicemente.

Questo per rispondere alle tante persone che si chiedono "ma come si fa a spiegare ad un bambino di sette anni due uomini che si baciano". Gli si spiega l'amore.

Se poi non ci si riesce, a parlare di amore, sta proprio li il 'problema' da risolvere. Ma comunque, mi sento confortata: 50mila persone a Palermo che applaudono festose il passaggio del trenino con a bordo coppie di mamme e coppie di papà con bambini raggianti, la dice lunga sulla fiducia che bisogna sempre riporre nel genere umano anche in tempi tristi e di recrudescenza come questi. Chissà se, attraverso i loro occhi, il mondo del futuro sarà migliore.

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