Sulle note di Mozart e Schumann: un talento mondiale in concerto per Palermo Classica
Wei Ting Hsieh
Si conclude domenica 5 aprile alle 19.15 la Winter edition di Palermo Classica 2025-2026 e per l'occasione il Complesso Monumentale dello Steri di Palermo ospita il concerto della talentuosa pianista Wei-Ting Hsieh che si esibisce in un programma che contrappone due anime, due epoche, due mondi, ma che – come ogni autentico dialogo, rivela affinità profonde sotto la superficie delle differenze.
Classe 1996, la pianista Wei-Ting Hsieh si distingue per la solidità della sua formazione internazionale e per una brillante carriera concertistica. Dopo i primi studi a Taiwan con Chin Chuan Chang, si è perfezionata al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Paris con Michel Béroff, Laurent Cabasso e Marie-Josèphe Jude, proseguendo poi il suo percorso in Germania con Arie Vardi. Ha conseguito il Diplôme d’Artiste Interprète a Parigi nel 2022 e il Konzertexamen presso la Hochschule für Musik, Theater und Medien Hannover nel 2024. Attualmente insegna alla National Taipei University of Education.
Premiata in numerosi concorsi internazionali, ha ottenuto importanti riconoscimenti in Europa e negli Stati Uniti, affermandosi in competizioni di prestigio quali Ettlingen, Windsor, Montecatini, il Manhattan International Music Competition e il Concorso Chopin di Varsavia. Svolge un’intensa attività artistica come solista, camerista e con orchestra, esibendosi in importanti sale e festival internazionali in Europa e Asia, e collaborando con musicisti e ensemble di alto profilo.
In occasione del concerto del 5 aprile a Palermo porta in scena il programma dal titolo "Tra Equilibrio e Tempesta" sulle note di Mozart e Schumann. I due compositori rappresentano due poli espressivi che attraversano la storia della musica: da un lato, l’equilibrio perfetto tra forma e grazia; dall’altro, il turbamento romantico, la frattura, il sogno.
La Sonata K.330 e la K.576 ci mostrano il volto più maturo e sereno di Mozart, una scrittura limpida, capace di racchiudere nel gesto più semplice una profondità inafferrabile. È la leggerezza che sfiora l’eterno.
Con Schumann, l’atmosfera cambia, le Variazioni Abegg esplodono in un gioco brillante e imprevedibile, mentre la Sonata n.2 op.22 è un vortice di passioni, visioni, slanci e malinconie trattenute. Il pianoforte diventa qui voce interiore, quasi confessione.
Classe 1996, la pianista Wei-Ting Hsieh si distingue per la solidità della sua formazione internazionale e per una brillante carriera concertistica. Dopo i primi studi a Taiwan con Chin Chuan Chang, si è perfezionata al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Paris con Michel Béroff, Laurent Cabasso e Marie-Josèphe Jude, proseguendo poi il suo percorso in Germania con Arie Vardi. Ha conseguito il Diplôme d’Artiste Interprète a Parigi nel 2022 e il Konzertexamen presso la Hochschule für Musik, Theater und Medien Hannover nel 2024. Attualmente insegna alla National Taipei University of Education.
Premiata in numerosi concorsi internazionali, ha ottenuto importanti riconoscimenti in Europa e negli Stati Uniti, affermandosi in competizioni di prestigio quali Ettlingen, Windsor, Montecatini, il Manhattan International Music Competition e il Concorso Chopin di Varsavia. Svolge un’intensa attività artistica come solista, camerista e con orchestra, esibendosi in importanti sale e festival internazionali in Europa e Asia, e collaborando con musicisti e ensemble di alto profilo.
In occasione del concerto del 5 aprile a Palermo porta in scena il programma dal titolo "Tra Equilibrio e Tempesta" sulle note di Mozart e Schumann. I due compositori rappresentano due poli espressivi che attraversano la storia della musica: da un lato, l’equilibrio perfetto tra forma e grazia; dall’altro, il turbamento romantico, la frattura, il sogno.
La Sonata K.330 e la K.576 ci mostrano il volto più maturo e sereno di Mozart, una scrittura limpida, capace di racchiudere nel gesto più semplice una profondità inafferrabile. È la leggerezza che sfiora l’eterno.
Con Schumann, l’atmosfera cambia, le Variazioni Abegg esplodono in un gioco brillante e imprevedibile, mentre la Sonata n.2 op.22 è un vortice di passioni, visioni, slanci e malinconie trattenute. Il pianoforte diventa qui voce interiore, quasi confessione.
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