Dallo scatto alla stampa: "Ritorno in camera oscura" alla Galleria Fiaf di Valverde
Particolare di uno scatto di Lorenzo D'Agata
Nuova mostra fotografica alla Galleria Fiaf del Gruppo Fotografico Le Gru, in corso Vittorio Emanuele III 214 a Valverde.
Inaugurazione il 13 giugno alle 20.30 per "Ritorno in camera oscura", visitabile fino al 25 luglio, mercoledì e venerdì dalle 20.00 alle 22.30 o su appuntamento.
In mostra le fotografie in bianco e nero maturate nell'esperienza laboratoriale di stampa argentica "Ritorno in camera oscura" condotta dalla docente Mira Cantone.
Una entusiasmante iniziazione al prodigio alchemico che ha reso oggetto concreto gli scatti fotografici attraverso un rito scandito da un cerimoniale.
Sotto gli occhi forzati alla visione nel rosso chiarore di quel "tempio" semioscuro, la materia sensibile, trasportata con le proprie mani da un reagente all'altro, da una pozione all'altra, ha rivelato, nello stupore, l'impronta impressa dalla luce trasmutando l'immagine latente in immagine compiuta a tutti visibile.
Un'esperienza che ha palesato potenzialità materica della luce e ricchezza di questa antica tecnica, e creato una relazione più profonda con l'oggetto-fotografia.
La foto che così emerge come realtà contiene in sé l'intero rito e il celebrante.
Autori degli scatto sono Adriana Melarosa, Angelo Conti, Antonella Costa, Daniela Scamporrino, Eletta Massimino, Ferdinando Portuese, Giuseppe Amenta, Giuseppe Falcone, Lorenzo D'Agata, Patrizia Ferlito, Stefano Pannucci.
Inaugurazione il 13 giugno alle 20.30 per "Ritorno in camera oscura", visitabile fino al 25 luglio, mercoledì e venerdì dalle 20.00 alle 22.30 o su appuntamento.
In mostra le fotografie in bianco e nero maturate nell'esperienza laboratoriale di stampa argentica "Ritorno in camera oscura" condotta dalla docente Mira Cantone.
Una entusiasmante iniziazione al prodigio alchemico che ha reso oggetto concreto gli scatti fotografici attraverso un rito scandito da un cerimoniale.
Sotto gli occhi forzati alla visione nel rosso chiarore di quel "tempio" semioscuro, la materia sensibile, trasportata con le proprie mani da un reagente all'altro, da una pozione all'altra, ha rivelato, nello stupore, l'impronta impressa dalla luce trasmutando l'immagine latente in immagine compiuta a tutti visibile.
Un'esperienza che ha palesato potenzialità materica della luce e ricchezza di questa antica tecnica, e creato una relazione più profonda con l'oggetto-fotografia.
La foto che così emerge come realtà contiene in sé l'intero rito e il celebrante.
Autori degli scatto sono Adriana Melarosa, Angelo Conti, Antonella Costa, Daniela Scamporrino, Eletta Massimino, Ferdinando Portuese, Giuseppe Amenta, Giuseppe Falcone, Lorenzo D'Agata, Patrizia Ferlito, Stefano Pannucci.
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