Enrico Brignano one man show: "Bello di mamma!" porta il comico a Messina
Enrico Brignano
Dopo il lungo impegno con la commedia musicale "I 7 Re di Roma", Enrico Brignano torna al one man show con "Bello di mamma!", spettacolo già applaudito nell'estate 2025, adesso in una nuova versione pensata per i palazzetti dello sport.
Il debutto è in programma per il 7 marzo al PalaTerni di Terni, l'appuntamento in Sicilia è per il 24 marzo alle 21.00 al PalaRescifina di Messina.
Al centro di "Bello di mamma!" (scritto dallo stesso Brignano con Graziano Cutrona, Manuela D'Angelo, Luciano Federico e Alessio Parenti) c'è un'idea semplice e potente: in un mondo che cambia velocemente, pieno di contraddizioni e richieste continue, tutti, prima o poi, sentono il bisogno di tornare a quell'abbraccio ancestrale che da bambini faceva sentire al sicuro.
Il punto di partenza è l'immagine universale dell'infanzia: la voce della madre che risolveva le paure, una tazza di cioccolata, i cartoni animati, una coperta che scaldava gambe e cuore. Quel "bello di mamma" che proteggeva o, quando necessario, rimetteva in riga.
Da qui Brignano costruisce un'osservazione più ampia sul presente: un'epoca in cui notizie allarmanti, tecnologia onnipresente e ritmi accelerati convivono con la nostalgia di quando tutto sembrava più chiaro.
Le provocazioni globali (dalle guerre all'Intelligenza Artificiale, dall'inclusione che a volte divide alle contraddizioni della transizione ecologica) diventano materiale comico e insieme terreno di riflessione.
Il debutto è in programma per il 7 marzo al PalaTerni di Terni, l'appuntamento in Sicilia è per il 24 marzo alle 21.00 al PalaRescifina di Messina.
Al centro di "Bello di mamma!" (scritto dallo stesso Brignano con Graziano Cutrona, Manuela D'Angelo, Luciano Federico e Alessio Parenti) c'è un'idea semplice e potente: in un mondo che cambia velocemente, pieno di contraddizioni e richieste continue, tutti, prima o poi, sentono il bisogno di tornare a quell'abbraccio ancestrale che da bambini faceva sentire al sicuro.
Il punto di partenza è l'immagine universale dell'infanzia: la voce della madre che risolveva le paure, una tazza di cioccolata, i cartoni animati, una coperta che scaldava gambe e cuore. Quel "bello di mamma" che proteggeva o, quando necessario, rimetteva in riga.
Da qui Brignano costruisce un'osservazione più ampia sul presente: un'epoca in cui notizie allarmanti, tecnologia onnipresente e ritmi accelerati convivono con la nostalgia di quando tutto sembrava più chiaro.
Le provocazioni globali (dalle guerre all'Intelligenza Artificiale, dall'inclusione che a volte divide alle contraddizioni della transizione ecologica) diventano materiale comico e insieme terreno di riflessione.
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