Salvalarte Belìce: appuntamento a Gibellina
Alle ore 9.30 al via l'inaugurazione del restauro della scultura Impronta di Turi Simeti. Gibellina può essere laboratorio d’avanguardia anche nel campo del restauro delle nuove forme d’arte e le sue “sculture urbane”, dal Cretto di Burri all’opera di Simeti, anticipano la necessità di codificare specifiche metodiche d’intervento sui manufatti esposti agli agenti atmosferici. Il monolite su cui Turi Simeti ha lasciato l’Impronta di un’ellisse – la cifra che lo distingue – rappresenta uno dei più significativi frammenti di poesia sparsi per le strade del centro belicino ed è stato ricavato dalla pietra della sua città d’origine, il travertino di Alcamo, particolarmente caro al committente, il mecenate Ludovico Corrao.
Alle ore 10.30 il museo d’arte contemporanea “L. Corrao” presenta la conferenza “il Cretto di Burri: restauro, completamento, manutenzione. Lavori in corso”. Parteciperanno Sergio Gelardi, dirigente generale dell'Assessorato regionale dei Beni culturali; Paola Misuraca, soprintendente ai Beni culturali di Trapani; Rosario Salvato, Fondazione Alberto Burri; Sergio Aguglia, direttore del Museo Riso – Palermo; Sergio Alessandro, Assessorato regionale dei Beni culturali; Rosario Fontana, sindaco di Gibellina; Leonardo Tilotta, responsabile del progetto per il completamento del Cretto - Comune di Gibellina e Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente Sicilia.
A conclusione vi sarà la proiezione del documentario “Alberto Burri, vita nell’arte” di Davide Gambino & Dario Guarneri. Il centro storico di Gibellina venne distrutto dal sisma del 15 gennaio 1968. Su queste macerie Alberto Burri ha realizzato il Grande Cretto. L’opera consta di un’enorme colata di cemento bianco che compatta i dodici ettari di macerie del centro storico di Gibellina. Il progetto fu avviato nel 1984 e terminato cinque anni dopo. Le macerie furono distrutte grazie all’intervento dell’esercito, raccolte con bulldozer, compattate e tenute insieme da reti metalliche. Sopra questi blocchi omogenei si colò il cemento liquido bianco. Ogni fenditura è larga 2-3 metri, mentre i blocchi sono alti un metro e sessanta circa. Il tracciato dei blocchi e delle fenditure ricalca in buona parte l’impianto urbanistico originale, con le strade e gli isolati.
Alle ore 17, la Fondazione Orestiadi presenta “Ludovico Corrao e la sua eredità”, iniziativa per sostenere il Museo delle Trame mediterranee. Parteciperanno Francesca Corrao, Marina Giordano, Fabio Granata, Alfonso Leto e Francesca Messana. Coordinerà Gianfranco Zanna e durante l’incontro sarà proiettato il documentario “Ludovico Corrao e il Museo delle Trame mediterranee” di Salvo Cuccia.














