Tradizioni, antichi mestieri e atmosfere: presepe vivente a Monterosso
Da anni ormai, a Monterosso Almo, si rinnova la magia del presepe vivente. Il dedalo di viuzze del quartiere antico (Quartiere Matrice) torna a brulicare di vita, di luce e di atmosfere di un tempo, da lunedì 26 dicembre a domenica 8 gennaio.
Mestieri ormai scomparsi ritornano a nuova vita. I curdari, u ferraru, u cirnituri, a lavannara, scarparu e tante altre figure, ritornano da protagoniste e si ripropongono alle nuove generazioni.
Appena entrati nel percorso si è subito coinvolti dall'atmosfera natalizia. Inizia il viaggio etno-antropologico nel passato che appartiene a tutti. Ecco la taverna dove riscaldati dal vino, al suono de mandolino e della fisarmonica, si canta allegramente; la bottega dello scalpellino che con sapienza artigiana plasma la dura pietra.
Non si può non ascoltare le comari, con il loro vastissimo repertorio di modi di dire e di pettegolezzi aggiornati all'ultimo minuto. Si resta incantati davanti alla scena della famiglia, quadretto della vita domestica che fu e davanti alle massaie che impastano il pane.
Il suono delle cornamuse avverte che la grotta è vicina: come d'incanto ecco i Magi, l'asinello, il bue, Maria, Giuseppe e il bambinello.
Mestieri ormai scomparsi ritornano a nuova vita. I curdari, u ferraru, u cirnituri, a lavannara, scarparu e tante altre figure, ritornano da protagoniste e si ripropongono alle nuove generazioni.
Appena entrati nel percorso si è subito coinvolti dall'atmosfera natalizia. Inizia il viaggio etno-antropologico nel passato che appartiene a tutti. Ecco la taverna dove riscaldati dal vino, al suono de mandolino e della fisarmonica, si canta allegramente; la bottega dello scalpellino che con sapienza artigiana plasma la dura pietra.
Non si può non ascoltare le comari, con il loro vastissimo repertorio di modi di dire e di pettegolezzi aggiornati all'ultimo minuto. Si resta incantati davanti alla scena della famiglia, quadretto della vita domestica che fu e davanti alle massaie che impastano il pane.
Il suono delle cornamuse avverte che la grotta è vicina: come d'incanto ecco i Magi, l'asinello, il bue, Maria, Giuseppe e il bambinello.














