Giacomo Guarneri debutta al Piccolo Teatro Patafisico: in scena con il (suo) Pinocchio
"Il mio Pinocchio"
Giacomo Guarneri debutta al Piccolo Teatro Patafisico di Palermo con "Il mio Pinocchio", uno spettacolo liberamente tratto dalla fiaba di Carlo Collodi che va in scena domenica 22 febbraio, alle 16.30 e alle 18.00, per la co-regia di Marcella Vaccarino (scene di Giacomo Guarneri, disegno luci Vito Bartucca) e dedicato ai bambini a partire dai 4 anni.
«La casa grande non era, piccola neppure. Ci stava dentro tutto ciò che serviva. Una finestra, anche se era murata; il fuoco nel camino, anche se era dipinto, lì su un muro; mentre il tavolo veniva buono sia per il pranzo che per lavorare Il legno. Ci viveva infatti, solo soletto, un falegname, che di mestiere faceva il povero. Dice la storia che questo falegname fermo non ci sapeva stare, ogni mattina apriva la porta, aspettava l’alba e subito si metteva a lavorare…».
Se Geppetto è l’artefice per antonomasia, la sua creatura è vita allo stato puro, ansia di conoscere, fare e disfare, movimento incontenibile, difficile da annichilire a un banco di scuola o dentro un vestito pulito, perché Pinocchio, nel bene e nel male, è il principe della disobbedienza.
Provare, sbagliare, andare a zonzo, rubare, farsi abbindolare, perfino tradire rientra nel suo diritto di fare esperienza. Che privilegio enorme poterlo ascoltare, vederlo giocare, ridere, crescere, e poterlo accompagnare.
Lo spettacolo è una produzione di Piccolo Teatro Patafisico e de La Pentola Nera.
«La casa grande non era, piccola neppure. Ci stava dentro tutto ciò che serviva. Una finestra, anche se era murata; il fuoco nel camino, anche se era dipinto, lì su un muro; mentre il tavolo veniva buono sia per il pranzo che per lavorare Il legno. Ci viveva infatti, solo soletto, un falegname, che di mestiere faceva il povero. Dice la storia che questo falegname fermo non ci sapeva stare, ogni mattina apriva la porta, aspettava l’alba e subito si metteva a lavorare…».
Se Geppetto è l’artefice per antonomasia, la sua creatura è vita allo stato puro, ansia di conoscere, fare e disfare, movimento incontenibile, difficile da annichilire a un banco di scuola o dentro un vestito pulito, perché Pinocchio, nel bene e nel male, è il principe della disobbedienza.
Provare, sbagliare, andare a zonzo, rubare, farsi abbindolare, perfino tradire rientra nel suo diritto di fare esperienza. Che privilegio enorme poterlo ascoltare, vederlo giocare, ridere, crescere, e poterlo accompagnare.
Lo spettacolo è una produzione di Piccolo Teatro Patafisico e de La Pentola Nera.
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