Alla scoperta della Chiesa di Santa Caterina di Naro, con gli affreschi scomparsi del pittore dello Steri
Chiesa di Santa Caterina a Naro
Castelli, chiese e monasteri sono i protagnisti di Naro, in un intreccio di storie, culture e religioni di cui è simbolo la chiesa Madre, un tempo moschea. Luoghi che saranno visitabili durante "Le Vie dei Tesori", che per la sua prima edizione si svolgerà nei weekend dal 13 al 29 settembre.
Poco si sa della costruzione di Santa Caterina, attribuita a Matteo Chiaramonte, conte di Modica, anche se molti studiosi ipotizzano un tempio normanno poi inglobato nella chiesa, ricostruita più volte. Il titolare di Santa Caterina prendeva il titolo di preposto, che con il priore e l’arciprete era una delle tre dignità ecclesiastiche del paese.
La facciata esterna risale al 1725, il portale, molto semplice, è di stile tardo barocco. Ma quelle che attirano l’attenzione sono le absidi chiaramontane, con pilastri e capitelli scolpiti.
Durante i lavori di rifacimento del pavimento è venuta alla luce una sepoltura. Restano poche tracce degli affreschi che dovevano ornare il soffitto in legno, e che sono attribuiti a Cecco da Naro, il pittore del Trecento che Manfredi Chiaramonte portò con sé a Palermo affidandogli il soffitto dello Steri.
A Naro sono 12 i siti aperti al pubblico (guarda qui tutti i luoghi). È previsto un pullman su prenotazione domenica 22 settembre da Palermo a Naro, al costo di 20 euro.
Poco si sa della costruzione di Santa Caterina, attribuita a Matteo Chiaramonte, conte di Modica, anche se molti studiosi ipotizzano un tempio normanno poi inglobato nella chiesa, ricostruita più volte. Il titolare di Santa Caterina prendeva il titolo di preposto, che con il priore e l’arciprete era una delle tre dignità ecclesiastiche del paese.
La facciata esterna risale al 1725, il portale, molto semplice, è di stile tardo barocco. Ma quelle che attirano l’attenzione sono le absidi chiaramontane, con pilastri e capitelli scolpiti.
Durante i lavori di rifacimento del pavimento è venuta alla luce una sepoltura. Restano poche tracce degli affreschi che dovevano ornare il soffitto in legno, e che sono attribuiti a Cecco da Naro, il pittore del Trecento che Manfredi Chiaramonte portò con sé a Palermo affidandogli il soffitto dello Steri.
A Naro sono 12 i siti aperti al pubblico (guarda qui tutti i luoghi). È previsto un pullman su prenotazione domenica 22 settembre da Palermo a Naro, al costo di 20 euro.
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