I boschi della Sicilia nel nuovo lavoro di Davide Ambrogio: "Mater Nullius" a Palermo
Davide Ambrogio
Dopo il successo unanime ottenuto fin dall’uscita del suo primo album "Evocazioni e Invocazioni", incentrato sulle musiche rituali della Calabria, acclamato da numerosi riconoscimenti e da concerti in Francia e in Europa, Davide Ambrogio, cantante e polistrumentista calabrese, a grande richiesta riporta il suo nuovo album "Mater Nullius" sul palco di Sponde Sonore.
L'appuntamento in programma sabato 9 maggio alle 21.00 da Arci Tavola Tonda ai Cantieri culturali alla Zisa chiude la rassegna 2026. Classe 1990, Davide Ambrogio ha conquistato e lasciato il segno nel pubblico ad ogni sua esibizione con la sua capacità di trasformare la musica del Sud Italia in suoni innovativi che mescolano voce, strumenti tradizionali ed elettronica. Artista di punta della nuova scena italiana, con "Mater Nullius" offre un potente mix di paesaggi sonori ancestrali e visioni contemporanee.
Sul palco con lui ci sono Walter Laureti (sintetizzatori ed elettronica live), Federico Laganà (percussioni e voce), Vincenzo Gagliani (tamburo) e Gabriele Bazza (voce e chitarra).
«Ho sempre sentito questo disco come una costola di "Evocazioni e Invocazioni", un figlio che più che evocare e invocare doveva provocare, prima di tutto me stesso - ha scritto sui suoi canali social -. Dal suono di "A San Michele" sono nati, infatti, 14 brani che raccontano un "passaggio" che per essere tale deve affrontare una morte ed una rinascita simbolica.
Nelle ultime settimane sono rimasto spesso colpito dal dibattitto sull'intelligenza artificiale legata al mondo musicale, soprattutto al suo utilizzo nella produzione e mi torna spesso in mente uno slogan utilizzato da una nota azienda del settore: "L'impazienza è una virtù". Penso a questa frase, ci rifletto, riguardo il cammino fatto per arrivare al suono di Mater Nullius e mi accorgo che tutto ciò che è successo durante la creazione di questo album va proprio in una direzione opposta rispetto all'essere impazienti.
Lentamente ha preso vita l'idea di una storia che parla del cammino di un uomo verso un cambiamento. Così da giugno a novembre 2024 sono stato in Sicilia ed ho avuto la fortuna di abitare due luoghi che lentamente sono diventati co-creatori dell’album.
Tutti i suoni che si sentono dentro Mater Nullius sono stati registrati al Bosco di Alia e dentro le Grotte della Gurfa dopo miliardi di sperimentazioni acustiche, prove ed ascolti, risate, cene, nottate senza luce passate all’esterno o dentro una piccola biblioteca di legno. Due luoghi letteralmente indescrivibili che hanno plasmato non solo il suono dell’album ma il mio modo di pensare e vivere la musica».
L'appuntamento in programma sabato 9 maggio alle 21.00 da Arci Tavola Tonda ai Cantieri culturali alla Zisa chiude la rassegna 2026. Classe 1990, Davide Ambrogio ha conquistato e lasciato il segno nel pubblico ad ogni sua esibizione con la sua capacità di trasformare la musica del Sud Italia in suoni innovativi che mescolano voce, strumenti tradizionali ed elettronica. Artista di punta della nuova scena italiana, con "Mater Nullius" offre un potente mix di paesaggi sonori ancestrali e visioni contemporanee.
Sul palco con lui ci sono Walter Laureti (sintetizzatori ed elettronica live), Federico Laganà (percussioni e voce), Vincenzo Gagliani (tamburo) e Gabriele Bazza (voce e chitarra).
«Ho sempre sentito questo disco come una costola di "Evocazioni e Invocazioni", un figlio che più che evocare e invocare doveva provocare, prima di tutto me stesso - ha scritto sui suoi canali social -. Dal suono di "A San Michele" sono nati, infatti, 14 brani che raccontano un "passaggio" che per essere tale deve affrontare una morte ed una rinascita simbolica.
Nelle ultime settimane sono rimasto spesso colpito dal dibattitto sull'intelligenza artificiale legata al mondo musicale, soprattutto al suo utilizzo nella produzione e mi torna spesso in mente uno slogan utilizzato da una nota azienda del settore: "L'impazienza è una virtù". Penso a questa frase, ci rifletto, riguardo il cammino fatto per arrivare al suono di Mater Nullius e mi accorgo che tutto ciò che è successo durante la creazione di questo album va proprio in una direzione opposta rispetto all'essere impazienti.
Lentamente ha preso vita l'idea di una storia che parla del cammino di un uomo verso un cambiamento. Così da giugno a novembre 2024 sono stato in Sicilia ed ho avuto la fortuna di abitare due luoghi che lentamente sono diventati co-creatori dell’album.
Tutti i suoni che si sentono dentro Mater Nullius sono stati registrati al Bosco di Alia e dentro le Grotte della Gurfa dopo miliardi di sperimentazioni acustiche, prove ed ascolti, risate, cene, nottate senza luce passate all’esterno o dentro una piccola biblioteca di legno. Due luoghi letteralmente indescrivibili che hanno plasmato non solo il suono dell’album ma il mio modo di pensare e vivere la musica».
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